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Messina, il sindacato Fim Cisl non firma l’accordo per la mobilità dei dipendenti Intermarine

cantieri rodriguezSi è svolta questa mattina, presso la sede di Confindustria, la prima riunione tra l’azienda Cantieri Intermarine, ex Rodriguez, e il sindacato Fim Cisl per l’esame congiunto della richiesta di mobilità per 20 dipendenti su 73 dal prossimo 1 gennaio 2014.
La Fim Cisl non accetterà in alcun modo di firmare alcun tipo di mobilità ai Cantieri Intermarine, ex Rodriquez, senza certezze per i lavoratori che dal 1 gennaio 2014 rimarranno all’interno del Cantiere”.  Antonino Alibrandi, segretario generale della Fim Cisl, chiede trasparenza sul futuro dello storico cantiere navale messinese.
“Se lo stesso rappresentante della Intermarine afferma come il Cantiere non avrà futuro se l’ultimo catamarano destinato all’Oman non verrà consegnato entro i termini previsti del 31 dicembre 2013 – continua Alibrandi – come possiamo noi condividere la decisione di ridurre ulteriormente il personale dipendente quando la stessa azienda non da certezze nemmeno per i 53 dipendenti che rimarranno?”

Si sta verificando ciò che denunciamo da anni con il silenzio complice di tutte le Istituzioni messinesi. Mai si è potuto capire o sapere – afferma il segretario generale della Fim Cisl – quali siano i progetti del Gruppo Immsi Colaninno per il Cantiere di Messina. Mai un piano industriale, mai un investimento, ma piuttosto la continua riduzione di personale motivata dalla mancanza di commesse che solo Rodriquez sembra stia accusando. Basterebbe che Rodriquez  attivasse una politica competitiva anche di riparazione e manutenzione degli aliscafi che sono stati varati nel corso della storia del cantiere”.

La richiesta di mobilità alla Intermarine arriva pochi giorni dopo l’incontro in Prefettura nel corso del quale il presidente dell’Autorità Portuale Antonio De Simone auspicava l’apertura di un tavolo tecnico per rilanciare la cantieristica navale.
“Ma quale strategia – domanda Alibrandi – ci può mai essere a Messina se i titolari dei Cantieri navali che insistono nella zona falcata non fanno altro che licenziare e si sono dimostrati incapaci di acquisire nuove commesse e attivare nuovi investimenti per aumentare know out e competitività dei marchi messinesi nel mondo? E’ necessario e non più rinviabile un tavolo tecnico tra Istituzioni, aziende e parti sociali per salvare la cantieristica navale messinese”.
L’incontro è stato aggiornato a data da destinarsi.