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Messina, arresti formazione, Sonia Alfano: “E’ un mondo noto per le proprie peculiarità criminali”

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Gli arresti eseguiti stamane a Messina disegnano un quadro a tinte fosche: i reati di cui sono accusate le persone coinvolte nell’inchiesta sulla formazione professionale sono gravissimi. Mi congratulo quindi con il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e con i pubblici ministeri, per la professionalità e l’impegno dimostrati in questa circostanza e per essere riusciti a far emergere un sistema criminale di tali proporzioni. Il mondo della formazione, soprattutto a Messina, è noto per le proprie peculiarità criminali: non a caso, quando decisi di sostenere nella recente campagna per le amministrative quello che è, ad oggi, il sindaco della città peloritana, feci riferimento proprio al fatto che lui, al contrario di altri, non avrebbe utilizzato la formazione come bacino elettorale, per sporchi giochi di potere o per delinquere. Altri lo hanno fatto e oggi ne abbiamo la dimostrazione lampante”.

Lo ha detto Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea. La Guardia di Finanza e la Polizia hanno eseguito, su ordine del G.I.P., dieci ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Ai destinatari dei provvedimenti viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate, dalla Regione, dallo Stato e dall’Ue, a progetti formativi. Tra gli arrestati anche le mogli degli ex sindaci di Messina Genovese e Buzzanca: Chiara Schirò e Daniela D’Urso.

“Inutile dire – aggiunge Alfano – che ci si aspetterebbe un gesto responsabile da parte di qualche personaggio politico coinvolto, anche indirettamente, in questa squallida vicenda. In un Paese normale, in una città normale, un politico reagirebbe così: dimettendosi da ogni incarico istituzionale o di partito”.