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Bronzi e Museo: per Reggio oltre al danno anche la beffa di Rizzo sul Corriere

Bronzi di RiaceOltre al danno la beffa per Reggio Calabria, sbattuta ancora una volta in prima pagina dal sempre più disinformato Corriere della Sera che dovrebbe stare un po’ più attento nell’affidare argomenti delicati a firme come Sergio Rizzo, adatto più a “La Padania” che a un giornale così importante e prestigioso da sempre garanzia di verità, affidabilità e unità nazionale. Non perde occasione Rizzo, come il suo compare Stella, per denigrare tutto ciò che è il Sud, anche quando le colpe dei problemi meridionali sono tutte del Nord o, nella migliore delle ipotesi, di Roma capitale. E’ il caso di oggi: Rizzo sparla di Reggio Calabria, del museo chiuso per lavori, dei Bronzi di Riace senza casa. Scrive che la riapertura del Museo slitta ancora, al 2014, con 3 anni di ritardo, e ha ragione. Ma accusa il territorio di colpe che non sono certo reggine.
museoSfugge a Rizzo che il progetto di ristrutturazione del Museo è stato ideato e gestito tutto da Roma, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sin dal lontano 2007 quando l’allora ministro Rutelli, anche lui un romano doc, inserì il Museo reggino tra le opere da ammodernare in vista del 150° anniversario della nascita dell’Unità d’Italia. Tutti i disagi e le lentezze dei lavori al Museo sono legati al sistema-Italia, alle problematiche amministrative, burocratiche e soprattutto economiche di questo Paese, che nulla hanno a che vedere con la Città di Reggio, con il territorio, con gli enti locali. L’idea è del Ministero, il progetto è del Ministero, il cantiere è gestito dal Ministero, e Rizzo ha il coraggio di prendersela con Reggio? Abbia il coraggio, invece, di schierarsi dalla parte della città che oltre al danno deve subire anche la beffa di essere denigrata e sbeffeggiate per colpe che non sono certo sue e che, anzi, dovrebbe scendere in piazza e mobilitarsi contro le lentezze romane e ministeriali, governative, in quanto da lunghi anni il suo Museo, ambita meta turistica, è chiuso al pubblico.
palazzo campanellaRizzo, poi, scrive altre assurdità sull’attuale location dei Bronzi di Riace, che grazie alla prontezza degli enti locali hanno trovato “asilo” presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale, in via Cardinale Portanova: fu l’allora sindaco Giuseppe Scopelliti a orchestrare la strategia risolutiva sfruttando la nobile disponibilità dell’allora Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova. Un accordo nell’esclusivo interesse della città e del suo simbolo più pregiato, i Bronzi appunto, oltre ogni divisione e colore politico (Scopelliti del Pdl, Bova del Pd). Un esempio di maturità, di saper fare squadra di fronte a un’emergenza anteponendo l’interesse della comunità a quello politico. Un esempio di buona e sana politica, che viene dal sud, che viene da Reggio e non certo da Roma o dalla Val padana, caro Rizzo.
bronzi di riaceA Palazzo Campanella i Bronzi stanno bene. Sono trattati con cura, e ricevono migliaia di visitatori. Rizzo scrive che “sono nella sede del Consiglio Regionale ma nessuno lo sa“, in realtà sono state centinaia di migliaia, negli ultimi 4 anni, le visite al Laboratorio di restauro allestito nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, dove i turisti non solo hanno ammirato i Bronzi ma hanno anche potuto seguire in diretta le operazioni di intervento rese necessarie sulle due antiche statue. E, a maggior ragione, si possono ammirare gratis, senza pagare alcun biglietto.
Infine Rizzo spara una filippica sulla Reggio-provinciale che non vuole che i Bronzi vadano a fare il giro del mondo, asserendo che qui in riva allo Stretto Reggio siano sprecati. Se, magari, quella solita Italia romana e governativa facesse di più per collegare Reggio Calabria con il resto del Paese e il mondo intero, i visitatori potrebbero essere molti di più perché i Bronzi sono i Bronzi ma senza collegamenti adeguati chi può mai venire ad ammirarli? Attendiamo con ansia, ad esempio, il completamento dell’A3 Salerno-Reggio, che sembra ormai davvero vicino. Finalmente, dopo lunghi decenni di lavori infiniti. Basterà? Forse no, ma almeno è qualcosa. Magari però domani Rizzo ci darà la colpa anche di quello…