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Anche Reggio ricorda il giudice Paolo Borsellino con “Una città per la legalità”: “insieme possiamo ribellarci”

RosannaAnche Reggio Calabria, venerdì sera, ha voluto onorare la memoria del giudice Paolo Borsellino nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, con una manifestazione a piazza Italia.
Organizzata dalle associazioni antimafia del territorio reggino e calabrese, la manifestazione “Una città per la legalità” ha coinvolto l’Associazione “Attendiamoci Onlus”, la Fondazione “Antonino Scopelliti, il movimento “Ammazzateci tutti” e “l’Osservatorio sulla ‘ndrangheta”. Hanno partecipato in tantissimi, soprattutto tra i più giovani, con cartelli e striscioni in cui si poteva leggere a carattere cubitale “Paolo vive”.
All’evento è intervenuto, oltre alle autorità giuridiche e istituzionali, anche il commissario Vincenzo Panico che regge la triade alla guida del Comune di Reggio Calabria dopo lo scioglimento per “contiguità mafiose”: “comportatevi con rigore morale, senza questo chi amministra non potrà mai avere la schiena dritta“. Nell’incontro s’è parlato anche dell’importanze delle confische e dei sequestri dei beni, decisamente incrementati negli ultimi anni. Sul palco è salito anche il governatore Giuseppe Scopelliti, che ha ricordato quando ha conosciuto il giudice Borsellino, nel 1990 a Siracusa, durante una manifestazione del Fronte della Gioventù (il movimento giovanile dell’MSI) di cui era già allora dirigente nazionale (anche Borsellino era stato un militante di questo movimento): “mi colpì molto una sua frase che da quel giorno ha sempre accompagnato la mia vita, l’ho sempre portata dentro e rimarrà sempre con me. Disse “siate fedeli ai vostri ideali finché avrete i capelli bianchi”. Penso che oggi abbiamo ancor più bisogno di credere nello Stato e dobbiamo fare rete perché la parte positiva di questa città possa continuare ad esistere, nonostante chi negli ultimi anni ha provato a demolire quello che di buono avevamo fatto prima, anzichè continuare a costruire”. Scopelliti ha ricordato i “tantissimi provvedimenti antimafia che ho firmato quando ero Sindaco, attraverso nomine e firme di decreti era iniziata una importante stagione dell’antimafia, nonostante la stampa ne diede poco risalto. Quando ero Sindaco ho combattuto importanti famiglie mafiose come i Condello, i Labate, i Lo Giudice, non mi sono mai intimorito neanche di fronte a minacce e attentati, e sono convinto che solo con una simile collaborazione tra politica e Istituzioni si possa sconfiggere la ‘ndrangheta“.

Infine il toccante intervento di Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino ucciso a Piale di Campo Calabro nel 1991: “mi sono voluta impegnare proprio nel segno di mio padre. Ho deciso di candidarmi nel Pdl perchè non bisogna criminalizzare la politica, ma solo tramite la politica si può migliorare e intervenire su ciò che ci sembra strano e non va bene. Ad esempio nei giorni scorsi il Senato ha approvato, con voto unanime, l’istituzione della Commissione Parlamentare Antimafia. È la prova che questo Parlamento, sui grandi temi di interesse nazionale, può e sa trovare la più grande unità di intenti nella ricerca del bene comune, al di là di qualsiasi contrapposizione politica o ideologica. Questo Parlamento nei primi mesi di legislatura sta dando segnali forti e chiari, ponendo le basi per quella che può e deve divenire la più grande stagione di lotta alle mafie della storia italiana”. “I successi della magistratura e delle Forze dell’ordine negli ultimi anni, e la sempre più viva reazione della società al fenomeno mafioso, sono la testimonianza che il mostro finalmente barcolla”, rammenta la giovane parlamentare, che conclude: “se non gli daremo tregua, se dimostreremo tutti insieme che per loro il tempo è scaduto, forse la mafia tra una generazione sarà definitivamente sconfitta. Abbiate la forza di ribellarvi, perché la lotta contro la mafia non è degli eroi, mio padre non era un eroe, era una persona normale, che ogni giorno si svegliava e faceva il suo lavoro in maniera onesta e coraggiosa“.