Villa San Giovanni, sequestrati e rigettati in mare oltre 4 quintali di ricci di mare

imagesProsegue senza soste l’attività di controllo della filiera pesca per garantire la tutela del cittadino, quale consumatore finale, e del patrimonio ittico nazionale.

Sono tornati liberi nel loro ambiente naturale gli oltre 5000 ricci di mare sequestrati dai militari della Guardia Costiera di Reggio Calabria e Villa San Giovanni congiuntamente al personale della Polizia Ferroviaria di Villa San Giovanni. Nello specifico, nelle prime ore della mattinata di giovedì 20 giugno, personale della Polfer ha notato una macchina sospetta con due persone all’interno nel piazzale di imbarco delle Ferrovie dello Stato.

Verificato che all’interno vi erano attrezzature da pesca è stato richiesto l’intervento del personale della Guardia Costiera che prontamente interveniva sul posto.

Venivano rinvenute a seguito di ispezione all’interno dell’autoveicolo n° 14 retini ricolmi di ricci di mare oltre ad attrezzatura utilizzata di norma per le immersioni subacquee.

I soggetti venivano pertanto invitati per essere identificati presso la sede della Guardia Costiera di Villa San Giovanni, dove i militari congiuntamente procedevano alla verbalizzazione ed al sequestro di tutta l’attrezzatura e del pescato.images 2

Gli stessi pescatori, di origine palermitana, hanno ammesso di essersi immersi nella notte nei pressi di Vibo Marina, per poi successivamente trasportare il tutto nel fiorente mercato palermitano.

La pesca del riccio di mare, oggetto di specifica normativa, è vietata nei mesi di maggio e giugno, in quanto mesi duranti i quali avviene la loro riproduzione e pertanto il blitz effettuato ha permesso di evitare che un ingente quantitativo di ricci venisse tolto dal loro habitat naturale.

A carico dei due pescatori di frodo M.G. (1981 ) di Bagheria e S.A. (1991) di Palermo, è stato redatto un verbale amministrativo di contestazione, ai sensi del Decreto legislativo n° 4 del 2012 che prevede una sanzione da 2.000 a 12.000 euro ed il sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura utilizzata dagli stessi subacquei e consistente in: n. 1 (uno) tubo di respirazione;n. 2 (due) due maschere da sub marca “CRESSI SUB”; n. 2 (due) paia di pinne marca EFFE SUB; n. 2 (due) mute da sub di colore nero di plurimarche; n. 2 (due) cinture complete di piombi per un totale di kg. 19; n. 14 (quattordici) sacchetti di rete di colore verde utilizzati per contenere i 5.000 ricci; n. 1 (uno) coltello da cucina con manico bianco.

Dopo una attenta visita effettuata dal medico veterinario Dott. Bellantone dell’ASP 5 di RC, gli esemplari di riccio di mare per un totale di 5.000 (per un peso stimato di circa 4 quintali), ancora vivi sono stati rigettati in mare e restituiti al loro ambiente naturale.

Le attività di controllo e contrasto in materia di pesca sportiva proseguiranno lungo l’intero litorale reggino.