Venerdì al Centro Ellenofono di Roghudi Nuovo la presentazione del libro Un Carabiniere nella lotta alla ‘ndrangheta

1013884_330184417113613_1322073359_nVenerdì 28 Giugno 2013 ore 16:00 presso Centro Ellenofono di Roghudi Nuovo

Nell’ambito del Corso di formazione e aggiornamento in “Tutela e Valorizzazione del patrimonio culturale dei greci di Calabria: dalla lingua alle tradizioni”, sono previsti i seguenti seminari di studio:

Ore 16:00 Presentazione del libro “Un Carabiniere nella lotta alla ‘ndrangheta” Ed. Falzea, di Cosimo SFRAMELI e Francesca PARISI. Il libro è dedicato: ”A coloro che hanno donato la vita per la lotta alla ‘ndrangheta e a coloro che vi hanno speso gli anni migliori”.

Parteciperà il cantautore Carmelo Maesano.

Cosimo Sframeli

Cosimo Sframeli

Il libro racconta gli anni ottanta di una Calabria martoriata dai sequestri di persona e oppressa dalle più temibili e spietate forze criminali esistenti.

“Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati” Bertolt Brecht.
Mantenere la schiena dritta, costi quel che costi, e non per un atto di coraggio ma per un atto d’amore verso se stessi e verso la comunità di cui si è parte. E’ una scelta di libertà e responsabilità di donne e uomini che non si piegano e che non vogliono rinunciare alla Giustizia, ciascuno nel suo quotidiano. Storie di chi ha combattuto ogni giorno contro le armi affiliate e sporche della “criminalità organizzata”, della ’ndrangheta . Storie di chi in quella lotta è stato ucciso anche due volte, ma non per questo sconfitto. Raccontare per polverizzare l’oblio e l’isolamento, in un continuo armonico di verità, di emozioni, di una giustizia senza rabbia e urli di vendetta, parlando del sacrificio di chi è diventato eroe senza averlo mai sognato o desiderato.

Cosimo Sframeli

Un Carabiniere nella lotta alla ’ndrangheta è una pubblicazione che nasce da una precisa e sentita esigenza: illuminare un periodo buio della Calabria e ridare dignità a coloro che, per primi, con armi spuntate e fatiscenti, hanno dato vita alla lotta alla ’ndrangheta.

Cosimo Sframeli, a quel tempo giovane brigadiere in prima linea sul fronte della Locride, lega il primo tributo della memoria a Carmine Tripodi, giovane comandante della Stazione Carabinieri di San Luca, ucciso in un agguato mafioso la sera del 6 febbraio 1985.

     Aprire uno squarcio negli anni ottanta è operazione difficile e dolorosa, specie se sono gli stessi protagonisti a doverne parlare.

     La Calabria era oppressa dalla morsa della ‘ndrangheta e dalla piaga dei sequestri di persona. L’Aspromonte era pane quotidiano per i Carabinieri, occupati in estenuanti attività di controllo del territorio, battute, rastrellamenti, sopralluoghi, alla ricerca di latitanti e dei sequestrati inghiottiti dalla montagna. Impegnati, altresì, in indagini bancarie nazionali ed internazionali, nell’ inseguire i flussi di denaro.

     La ’ndrangheta aveva già dato prova di essere potente e spietata. Non si contavano gli omicidi, le estorsioni, gli atti intimidatori. Quei proventi illeciti, unitamente ai riscatti pagati per la liberazione dei sequestrati, venivano reinvestiti in attività economiche pulite, occultate in conti esteri e utilizzati per accedere al traffico internazionale di stupefacenti.

      L’omicidio di Carmine Tripodi rappresenta una potente reazione della mafia allo sforzo investigativo mostrato e uccide, ubbidendo ad un preciso disegno, solo due Carabinieri in Calabria. Sarà Nino Marino a cadere sotto i colpi della ’ndrangheta, qualche anno dopo. Anch’egli ha comandato una Stazione Carabinieri di primaria importanza nella strategia mafiosa, Platì.

     Nello scenario aperto da questo libro si intravedono gli altri protagonisti, i due sostituti procuratori di Locrì, Carlo Macrì ed Ezio Arcadi, e non mancano immagini e ricordi di altri magistrati che ancora oggi fanno parte della vita giudiziaria calabrese, Rosalia Gaeta, Vincenzo Pedone, Domenico Ielasi.

     Ognuno di essi rappresentava una fetta dello Stato in Calabria ed erano talmente pochi e individuabili che ognuno di essi personificava la stessa istituzione di appartenenza, perché la lotta alla ’ndrangheta in Calabria non è stata opera dello Stato ma di un pugno di uomini, animati da ideali e coraggio. Senza mezzi, senza fama mediatica – a quel tempo pochi giornalisti scrivevano di mafia e non cercavano eroi da celebrare ma verità da narrare – ostacolati dal potere politico ed economico.

          E’ importante evidenziare che questa pubblicazione contiene anche una storia non scritta. E’ quella delle istituzioni che credono nel cambiamento e che vogliono prenderne parte, è la storia dei giovani calabresi che si mettono in gioco e mostrano il proprio talento.

     E, come per il passato, sono gli uomini a credere ancor prima delle istituzioni. Alessandro Manganaro, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria fino al 2010, coglie l’importanza del progetto, la cultura come strumento di legalità è un concetto che gli sta molto a cuore e non esita ad assecondare l’iniziativa. Gli autori Cosimo Sframeli e Francesca Parisi, anche lei Maresciallo dei Carabinieri, cristallizzano ricordi, sentimenti, sofferenze e frammenti di memoria in uno stile volutamente libero da ogni regola stilistica, lasciano che sia la parola a inseguire il pensiero e non viceversa, in un crescendo emozionale.

In realtà si manifesta in varie forme e diventa così immagine e ragionamento grafico di giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti che si mettono in gioco: la rappresentazione in copertina è una xilografia creata da Cristina Daidone, la veste grafica è curata da Alessandro Malivindi, sotto l’occhio attento ed esperto del Professore Giovanni Curatola, docente ordinario della Cattedra di Tecniche Grafiche Speciali. La speciale alchimia creata ha permesso di dar vita ad un’opera interessante ed originale. Cosimo Sframeli e Francesca Parisi hanno appena aperto un varco temporale che lascia solo intravedere un mondo sconosciuto, aspettiamo che ci permettano di entrarvi dentro.

                                                                                                                                             Cosimo Sframeli