“Troppi tagli antidroga: è tempo di parlarne sul serio”, oggi la Giornata Mondiale contro la droga

Giornata Mondiale contro la drogaDi seguito la nota diffusa dal Prof. Guido Leone: Vi drogate?Siete alcolisti o vittime del gioco o di internet? Magari siete anche giovani o giovanissimi? Problemi vostri, anzi affari vostri, ché nemmeno più le dipendenze vengono  raccontate come un disagio o un terribile pericolo. Se poi finirete per morirne o con il cervello bruciato, peccato, dispiace. Purtroppo però c’è la crisi e non è più possibile aiutarvi o farvi aiutare. Ecco in sintesi cosa sta accadendo nel nostro Paese.

Questa la considerazione principe su cui riflettere, perché solo questo è rimasto da fare,nella   Giornata Mondiale contro il Consumo ed il Traffico Illecito di Droga” indetta, sin dal 1987, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 26 giugno di ogni anno.  

E se le comunità terapeutiche, comprese quelle che operano in Calabria, e i servizi pubblici per le dipendenze hanno salvato centinaia di migliaia di ragazzi negli ultimi decenni, nei prossimi almeno altrettanti giovani rischiano di perdersi. Nonostante  le dipendenze da stupefacenti siano via via andate moltiplicandosi, diversificandosi e intrecciandosi con certe più recenti, come appunto il gioco d’azzardo o Internet. E questo perché le comunità terapeutiche saranno costrette a interrompere la loro attività, affogate dalle spese e dai debiti contratti con le banche. Mentre i budget delle aziende sanitarie locali non hanno più spazio per chi dipende da qualcosa, sostanza o altro che sia.

Peraltro, nel momento in cui sono tagliati i fondi sociali è chiaro che il tema della prevenzione e del reinserimento, l’inizio e la fine, cioè, della filiera sociosanitaria del circuito della tossicodipendenza, sono pesantemente ridimensionati. La stessa prevenzione in Calabria e nella nostra provincia è praticamente azzerata. E azzerando la prevenzione e i servizi per la cronicità e quelli di bassa soglia e prossimità ci ritroveremo con un vero allarme sociale.

Nello stesso tempo le dipendenze allargano il loro spettro ad oggetti diversi (cibo, gioco d’azzardo, dipendenze telematiche, dipendenze sessuali…). Ed anche su questi terreni, l’offerta, legale ed illegale svolge il suo ruolo non secondario.

A questo punto c’è un fenomeno su cui va posta una attenzione importante. La normalizzazione dei consumi che va contrastata con un forte investimento culturale e di sistema: parliamo del consumo di cocaina, della sperimentazione di nuove sostanze, dell’aumento di consumo dell’alcool. Un modello sociale, cioè, di fronte al quale ai nostri giovani si dà il segnale che non è una cosa importante e che non bisogna investire su questo.

Insomma,qualcosa non funziona proprio. Infatti, sulle problematiche riguardanti le td ci sono veri e propri tafferugli ideologici che aumentano l’inconsistenza del contrasto all’uso e all’abuso delle droghe.

A cominciare dalla scuola,e mi dispiace dirlo,che sul fronte formativo delude le aspettative degli studenti,per non parlare dell’informazione che ,spesso e volentieri,è una vera e propria induzione a trasgredire,a fare propria la fascinazione del limite infranto, apparentemente più piacevole di una fatica vissuta male, di una sconfitta mai accettata ,di una consapevolezza presa a bastonate.

Ogni anno lo spartito è sempre lo stesso, non mutano le problematiche adolescenziali, i buchi neri affettivi, le eccitazioni derivanti dalle insubordinazioni, un quotidiano che furbescamente non coinvolge né riguarda tutti, gli interventi sul sociale che si riducono sempre più al lumicino.

Le comunità in Calabria sono in tutto ventuno e nella provincia di Reggio sono sei. E’ il caso di ricordarle: Emmanuel , Vecchio Borgo, Casa del Sole, Ganimede,Exodus, Ce.Re.So.  Comunità che , ogni giorno, si occupano di aiutare e sostenere giovani lasciati a sé stessi offrendo loro una cura ed un attenzione che altrove non possono trovare. La risposta che si sentono ripetere é “ma non ci sono soldi” come se la vita e la salute di un giovane ,che potrebbe diventare un elemento per lo sviluppo della società – perché no anche sotto il profilo economico – avesse un prezzo e rappresentasse un costo. La società potrà ridurre i consumi, gli svaghi, ma non può tralasciare la crescita dell’individuo e lasciare le Comunità, investite di questo compito, sole e prive di risorse.