Strage via D’Amelio: nuove dichiarazioni del pentito Spatuzza

via d'amelioIl quarto processo per la strage di via D’Amelio, nella quale hanno trovato la morte il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, si arrichisce di nuove deposizioni del pentito Gaspare Spatuzza.
“Gia’ dal 1997 ho cominciato a dire che la storia della strage di via D’Amelio non era andata cosi’. In particolare dissi qualcosa sul furto dell’auto che poi fu imbottita di tritolo. Ma non seppi piu’ nulla dalle istituzioni. Di piu’ non avrei potuto dire perche’ rischiavo la vita”

Rivela delusione nei confronti di cosa nostra e spiega che la scelta di “parlare”, di collaborare con la magistratura, provenga esclusivamente da una strategia di comodo: “Quando fui arrestato – dichiara – nutrivo gia’ molte delusioni verso cosa nostra, capivo che eravamo trattati come carne da macello. Ma ancora non ero pronto per pentirmi.In carcere parlai di dissociazione con Graviano – aggiunge – una cosa che mi interessava avendo io intrapreso un percorso di allontanamento dalla mafia, ma lui mi disse che dai magistrati non avevamo nulla da aspettarci e che quel discorso non ci interessava. Piuttosto mi disse che se non fosse arrivato qualcosa da dove doveva arrivare, allora avremmo cominciato a parlare”.