Strage di Ustica, parla il Presidente Napolitano mentre si valuta il ricorso alle famiglie delle vittime

noti4528Di Graziella Maccarrone

“La memoria di quella tragica notte e delle innocenti vittime del disastro richiama il dovere di tutte le istituzioni di sostenere le indagini tuttora in corso per accertare responsabilità – nazionali ed internazionali – rimaste coperte da inquietanti opacità e ombre” a trentatrè anni di distanza dalla tragedia di Ustica, si esprime così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato dal Presidente dell‘Associazione parenti delle vittime delle strage di Ustica Daria Bonfietti.

Il disastro aereo avvenuto il 27 giugno del 1980 costò la vita di 81 persone e nonostante anni di indagini, testimonianze, rogatorie internazionali e miliardi di soldi spesi in processi molte ombre sono ancora presenti sull’accaduto, a partire dalle cause stesse dello squarcio dell’aereo mentre era in volo fino ad arrivare alla ricostruzione “dell’incidente”.

La sentenza su Ustica -secondo la quale la strage fu un missile- è stata emessa dalla terza sezione civile della Cassazione che nei fatti,convalida la condanna al risarcimento inflitta dalla Corte di Appello di Palermo, nel giugno 2010, in favore dei parenti di tre vittime che, per primi, hanno intrapreso la causa civile.
La stessa azione civile fu poi poi seguita da altri ottanta familiari costituitisi in un altro procedimento, sospeso in appello e aggiornato al 2014, per il quale i ministeri dovrebbero pagare altri 110 milioni di euro.

Secondo quanto si apprende dall’ Agenzia Ansa l’avvocatura dello Stato starebbe valutando un “ricorso per revocazione” alla Corte di Cassazione, per cancellare la sentenza della stessa con la quale è stato dato il via libera definitivo al risarcimento per 1,2 milioni di euro ciascuno, ai familiari di tre vittime della strage di Ustica.
Alla base del ricorso, secondo l’avvocatura, sta il fatto che la sentenza si fonderebbe su circostanze oggettive errate, e la revocazione comporterebbe un nuovo giudizio davanti alla Suprema Corte.

Trentatrè anni di dolore da parte dei familiari delle vittime e di silenzi da parte di chi è rimasto impunito, intrisi nella pagina più nera della storia del nostro Paese.