Sicilia, Cisl: “povertà al 30% e Crocetta cura solo le sue alchimie”

povertàE’ la tempesta senza fine di una crisi che non ha precedenti e i cui effetti in Sicilia hanno travolto tutti i settori dell’economia, che costringe il sindacato siciliano a mantenere una pressione convinta e forte su ogni livello di governo“, dice il segretario regionale della Cisl, Maurizio Bernava, mentre al teatro Politeama di Palermo si apre l’assemblea dei mille delegati, convocata con Cgil e Uil, per aprire con la Regione una vertenza su sviluppo, lavoro e turele. Bernava rimarca che mentre “il tasso di poverta’ in Sicilia investe quasi il 30% delle famiglie, il centro della scena del governo regionale, da ben otto mesi ormai, e’ occupato unicamente da vicende e querelle politico-elettorali“. Un attacco dunque alla giunta di Rosario Crocetta che “deve sentire l’urgenza e il dovere, non solo politico, di attrezzarsi con una propria strategia anticrisi, che al momento non c’e’“. Il segretario della Cisl siciliana rivendica “il confronto sociale generale: che sia definita e varata rapidamente una tale strategia, con politiche per attrarre e sostenere investimenti rilanciando le infrastrutture materiali e immateriali e rendendo produttivi tutti gli ambiti, dalla pubblica amministrazione ai tanti capannoni e aree industriali abbandonati“. Bernava insiste perche’ le forze politiche “accelerino e diano efficienza alla spesa dei fondi Ue impegnando la Regione a farsi accompagnare, in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione, dai grandi centri di programmazione del governo nazionale ed europeo. Servono politiche che sappiano far fronte all’emergenza economica e sociale in una regione in cui il tasso di occupazione non va oltre il 40%, dove il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 52% e dove il 40% dei giovani tra 15 e 29 anni, non studia ne’ lavora“. Dalla Regione, i sindacati si aspettano “politiche che rimettano in moto produttivamente l’economia anche mediante incentivazioni all’occupazione” e misure di risaninamento delle finanze pubbliche “ristrutturando partecipate e controllate, locali e regionali, e tagliando i costi della politica e degli apparati amministrativi“, ma anche “provvedimenti che possano assicurare stabilita’ e serenita’ alle migliaia di precari, dalla pubblica amministrazione ai forestali ai formatori, con il loro impiego piu’ produttivo“.