Renato Accorinti a StrettoWeb, intervista esclusiva: default, occupazione, maggioranza in Consiglio gli argomenti trattati

accorinti 3Ancora una volta, come nei giorni antecedenti il primo turno elettorale, StrettoWeb ha scambiato quattro chiacchiere col candidato Renato Accorinti che, un po’ a sorpresa, sfiderà Felice Calabrò al ballottaggio di domenica 23 e lunedì 24 giugno. Default, maggioranza in Consiglio Comunale, occupazione, antipolitica. Questi gli argomenti affrontati con Accorinti. Che, come sempre, non ha girato intorno alla risposta.

A poche ore dal ballottaggio i temi si fanno sempre più scottanti, se parliamo di default?

Alcuni dicono che siamo favorevoli al dissesto finanziario. Ma come si può essere favorevoli al dissesto (sorride, ndr). Noi di Cambiamo Messina dal Basso amiamo la nostra città e faremo di tutto per salvarla dal dissesto perchè comprometterebbe un piano economico molto ristretto e dunque margini di interventi assai limitati. Purtroppo la dichiarazione del dissesto finanziario non può essere decisa da noi, se esiste una voragine che la mala politica ha creato noi possiamo, forse, solo prenderne atto. Se i 500 milioni di deficit di cui parla Croce sono reali è piuttosto difficile dire con precisione cosa si possa fare, ma di sicuro andremo al Palazzo per mettere i conti in ordine e avere una programmazione che nel tempo possa garantire interventi utili e positivi per la collettività.

Come pensa di poter amministrare la città con una rappresentanza in Consiglio così esigua, ovvero 4 consiglieri su 40?

Semplice… Il consigliere comunale è un consigliere di parte o il consigliere di tutti? Ebbene deve dare conto alla cittadinanza, e ribadisco che l’unico accordo possibile è quello coi messinesi. Cambiamo Messina dal basso è il concentrato di questo percorso, che viene da 40anni di lotta.
C’è chi sostiene che per risanare questa città non bastino gli ideali e l’onesta, che le tue sono solo favole, che ti mancano le competenze per poter gestire il ruolo da sindaco.

Intanto questa favola è diventata realtà, chi credeva al ballottaggio?

Nessuno. Era una favola. Le utopie del passato sono le realtà di oggi, pensa che tanto tempo fa era impossibile per esempio poter parlare di Costituzione. Le favole quando sono supportate da gente che ci mette la testa, la voglia e l’anima e lavoro costante si realizzano. Poi sulle competenze parleranno per me gli 8 Assessori che ho scelto e tutti possono confermare che è una squadra eccezionale.

Si dice che anche tra i tuoi ci siano dei massoni..

In conferenza stampa ho detto una cosa: trovata la massoneria in uno solo di noi sarò pronto a dimettermi subito! Calabrò è una bravissima persona, è quello che c’è dietro di lui che non mi piace, poteri forti che hanno massacrato questa città sotto ogni punto di vista togliendo la speranza alla gente.

Gli scioperi in città sono all’ordine del giorno, come si potrebbe intervenire sul fondamentale tema dell’occupazione?

Il Comune deve garantire servizi, non è preposto a creare lavoro, ma può mettere le imprese in condizione di favorire l’occupazione. Abbiamo già preso accordi con il Cnr e le Università per mettere tutto ciò che di eccezionale e altamente qualificato esiste nella nostra città. Per quanto riguarda i precari chiederemo la stabilizzazione al governo Regionale. Le precedenti amministrazioni hanno avuto la possibilità di chiedere l’intervento della regione per stabilizzare i precari, noi andremo immediatamente a Palermo per chiedere questo diritto.

Spesso la accostano ad un fenomeno di anti-politica

La politica siamo noi che da 40 anni lottiamo per i diritti e per il bene comune. A mani pulite stiamo facendo una battaglia che può essere considerata storica. Noi che siamo persone semplici, senza apparati di partito e senza soldi, non ci saremmo mai immaginati di arrivare fino al ballottaggio e poter vincere contro delle corazzate. Sembrava un’utopia, in tanti ci hanno preso pazzi ed ora siamo ad una svolta. Nella matita avete più forza dell’antimafia. Oggi ci sono solo due nomi, mettere quel segno vuol dire davvero voltare pagina in una città controllata da mafia, ndrangheta, massoneria e poteri forti.