Regione Calabria, L’On.Chizzoniti presenta istanza sulle interruzioni idriche a Reggio città

CalabriaSulle “improvvise e non preannunciate interruzioni di erogazioni dell’acqua potabile”, nonché sulle carenze idriche che si registrano nella città di Reggio Calabria, il presidente della Commissione Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale Aurelio Chizzoniti, ha prodotto una puntuale ed articolata istanza (ex art. 326 c.p.p) “in relazione a qualsivoglia ipotesi penalmente rilevante nella specie ravvisabile”.
L’istanza, arricchita di molteplici fatti puntualmente esposti, specifici episodi ed interrogativi minutamente circostanziati, ha come destinatari il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, il Coordinatore della Commissione amministratrice del Comune di Reggio Calabria Vincenzo Panìco ed il Comandante la Stazione dei Carabinieri di Gallina.
Il presidente Chizzoniti nell’istanza spiega che:
- negli ultimi 20/25 gg nella Contrada Gagliardi dove l’esponente abita, si sono verificate improvvise e non preannunciate interruzioni di erogazioni dell’acqua potabile;
-con assoluta certezza, nei primi due casi, l’interruzione dell’acqua, non comunicata alla collettività interessata, è ripresa l’indomani mattina verso le ore 6:00;
- poiché nessuna comunicazione preventiva ha informato i cittadini dell’area interessata circa le prefate interruzioni, devesi dedurre che le stesse siano da addebitare a guasti tecnici addirittura riparati nella notte visto che l’indomani mattina all’alba l’acqua ha ripreso a sgorgare; – per quanto è dato sapere l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria non prevede interventi manutentivi durante l’arco notturno;
- ben altre due sospette interruzioni gestite con le modalità che precedono si sono verificate anticipando quella cruciale del 20/06 andante;
- a fronte dell’ennesimo “guasto” l’esponente, unitamente al Signor Massimo Arcidiaco, anch’egli abitante in contrada Gagliardi N. 58 e l’amministratore Franco Catanese, hanno avviato contatti per documentarsi sulle ormai ripetute quanto improvvise carenze idriche;
- inizialmente, attraverso il Signor Franco Falzea, già Consigliere della Circoscrizione di Gallina ed anch’egli ex ante abitante nel predetto stabile con le mansioni di Rappresentante Fiduciario dell’ INPDAP, si apprendeva che la riparazione della pompa di sollevamento poneva problemi tecnici;
- detta ipotesi è quindi rientrata per addebitare la responsabilità all’ Enel i cui operai avrebbero tranciato un cavo interrompendo l’erogazione di energia elettrica, mentre la soluzione del caso è intervenuta nel pomeriggio di sabato 22/06 quando il Signor Falzea, interloquendo con l’esponente, ha riferito di aver appreso che in realtà trattavasi di una grossa perdita nelle adiacenze del noto ristorante “Royal Garden”;
- a questo punto l’istante contattava telefonicamente il Comandate della Stazione dei Carabinieri di Gallina che dimostrava di essere già lodevolmente attento al grave problema affermando di aver accertato che nella mattinata di lunedì il Comune sarebbe intervenuto per far ripartire la pompa;
- all’invito del denunciante teso ad effettuare una ispezione della località al fine di individuare la perdita de qua, il predetto sottufficiale rifiutava di farlo poiché aveva già, anche in questo caso con apprezzabile dedizione al dovere, personalmente accertato l’inesistenza di qualsivoglia perdita visibile sulla strada di collegamento Arangea – Gallina;
- avendo il Signor Falzea, ribadito in data 24/06/2013, l’esistenza di una perdita all’interno del piazzale del ristorante “Royal Garden”, l’esponente si è immediatamente portato presso detta struttura per interloquire con il titolare, il quale riferiva che in effetti esiste una perdita addirittura denunciata dallo stesso sin dal 25/05/2013;
- il predetto puntualizzava che la prefata perdita era stata precedentemente oggetto di una riparazione da parte di una ditta corrente in Croce Valanidi, ma con risultati scadenti visto che si è subito dopo riproposta;
- nel contesto di detta gravissima situazione ormai diffusa in tutto il territorio cittadino si apprendeva che alla moglie del signor Luciano Arcidiaco, abitante in Contrada Gagliardi n. 58 , era stata richiesta ad una congiunta dello stesso la somma di 150 € per riempire di acqua il serbatoio dell’abitazione domestica;
- nella mattinata del 24/06/2013 il denunciante si è – altresì – personalmente recato presso la Stazione dei Carabinieri di Gallina per parlare con il Comandante momentaneamente assente per motivi di lavoro;
- attraverso lo staff dell’Onorevole Commissione Amministratrice, è stato chiesto un appuntamento con la Stessa al fine di conferire con lo scopo di illuminare i Commissari Governativi, sicuramente inesperti in ordine alle particolari liturgie bizantine che dilagano in questa città;
- la Commissione, pur oberata di lavoro, ha trovato adeguato spazio per ascoltare in data 25/06/2013 il deducente che ha ribadito la disponibilità a collaborare con la Stessa particolarmente attenta alle problematiche riferite considerate ”meritevoli di accertamenti”; – alla Commissione sono stati consegnati documenti da tempo non contaminati dal sospetto, che dimostrano inconfutabilmente il lassismo ed il permissivismo burocratico ormai regole sistematiche sul versante manutentivo con conseguenti incredibili vantaggi economici per le ditte interessate e per chi si gira dall’altra parte omettendo elementari controlli;
- episodi similari sono stati vissuti sotto la sindacatura del Sindaco Falcomatà, quando veniva disattivato l’interruttore che alimentava l’energia elettrica indispensabile per il funzionamento delle pompe, al fine di legittimare il ricorso all’istituto della somma urgenza, con conseguenti fantomatiche riparazioni delle pompe di sollevamento, che invece, dopo aver nobilitato il saccheggio di pubbliche risorse, riprendevano a funzionare , semplicemente perchè veniva riattivato l’interruttore;
- dette circostanze sono state puntualmente denunciate in Consiglio Comunale dal sottoscritto all’epoca Capogruppo Consiliare;
- nel caso de quo agitur non sono da escludersi reiterazioni di una metodologia già tristemente sperimentata nel cui contesto si mobilita il ricorso anche ad autobotti private con notevole aggravio dell’erario pubblico;
- ovviamente nella giornata del 24/06/2013, nessun intervento manutentivo si è registrato né sulla pompa, tanto meno nella perdita del “Royal Garden”, per cui qualcuno dovrebbe spiegare le ragioni per le quali quella accertata nel cortile del ristorante pur denunciata sin dal 25/05 andato non è stata riparata; mentre sarebbe interessante capire come mai a fronte del predetto inconveniente risalente al 25/05 l’erogazione dell’acqua nell’area della Contrada Gagliardi è stata definitivamente interrotta il 20/06 quando, secondo quanto riferisce il Signor Falzea, la perdita sarebbe stata scoperta sabato 22/06; – si apprende anche che in Via Sbarre Superiore, diramazione Lombardo, zona interessata dallo stesso problema di approvvigionamento idrico, lo stesso era stato garantito da una Cooperativa di Condofuri che ha poi interrotto l’attività, per quanto è dato sapere per intervento di un ex Consigliere Comunale che pare abbia prospettato l’opportunità di coinvolgere volontari del reggino che , allo stato però nessuno ha visto.
A fronte della circostanze riportate nell’istanza con scrupolosa attenzione, il presidente Chizzoniti chiede, rivolgendosi al Procuratore della Repubblica, di “disporre immediate indagini tese all’accertamento di qualsivoglia responsabilità penale nella specie sussistente e poiché da queste parti in casi del genere normalmente si sviluppano incendi negli uffici dove si custodiscono carte importanti laddove le stesse non vengano attenzionate da fures molto speciali, come nel caso accertato addirittura pressa Codesta Procura recentissimamente”.
Rivolgendosi al Commissario coordinatore della Commissione amministratrice del Comune di Reggio Calabria, il presidente Chizzoniti gli chiede che “acquisisca urgentemente tutte le carte connesse a qualsiasi intervento manutentivo idrico realizzato in città dall’ 1/05 in poi, mentre il Signor Procuratore potrà disporne, ex art. 253 c.p.p., il sequestro delle stesse, ordinando contestualmente la verifica tecnica tra quanto emerge dalle carte in ordine alle riparazioni – vere o presunte che siano – ed il lavori effettivamente eseguiti; con particolare attenzione alle proiezioni parentali delle ditte utilizzate, confrontando, inoltre la spesa allo stato maturata con quella sostenuta nello stesso periodo dell’anno 2012, individuando infine i titolari e le parentele degli stessi delle autobotti eventualmente utilizzate per alleviare l’incredibile disagio causato, quantificando il costo a carico dell’erario pubblico”.