Regione Calabria, la Commissione Vigilanza chiede all’unanimità la rimozione del sub commissario Pezzi

Calabria“L’immediata rimozione del sub Commissario ex generale Luciano Pezzi, nominato con provvedimenti del Consiglio dei ministri del 4 Agosto 2010 e del 31 Maggio 2011 per l’attuazione del Piano di Rientro per la Regione Calabria”. E quanto chiedono, al capo del Governo Enrico Letta, i consiglieri regionali Aurelio Chizzoniti, Carlo Guccione, Gesule Vilasi, Ottavio Bruni, Rosario Mirabelli, Gabriella Albano, Pietro Giamborino, Salvatore Pacenza, Pasquale Tripodi e Claudio Parente. La motivazione dell’istanza, siglata all’unanimità dai componenti la Commissione speciale di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale, dopo che il sub Commissario, formalmente convocato (a seguito “di numerose segnalazioni pervenute alla Presidenza della Commissione da parte di imprenditori sanitari concernenti gravi censure afferenti i criteri di assegnazione dei budget nel cui contesto risultano indubbiamente privilegiate quelle strutture che hanno sforato gli stessi penalizzando incredibilmente le altre che si sono scrupolosamente attenute alle sottoscritte quantificazioni contrattuali) “al fine di fornire utili elementi di valutazione alla Commissione sulla ripartizione dei fondi del Sistema sanitario regionale t r a i laboratori di analisi e le Strutture di specialistica ambulatoriale accreditate, non si è presentato in Consiglio regionale per essere audito, è tranciante. Eccola: “Il sub Commissario ha oltraggiato il fiero popolo calabrese, apparendo di sicura evidenza come il comportamento del monarca in t r a s f e r t a (timoroso di improbabili contaminazioni da parte dei triviali e lazzaroni calabresi), appaia sempre di più tipologicamente assimilabile a quello di tantissimi governanti totalitari che non esitano ad esibire opinabili giustificazioni per nobilitare sistematiche oppressioni nei confronti dei sudditi”. I membri della Commissione ed il suo Presidente non si fermano qui.
Oltre alla rimozione dell’ex generale Pezzi, chiedono ai presidenti Talarico e Scopelliti – in virtù dell’art. 35 del Regolamento del Consiglio regionale – l’istituzione di una Commissione d’inchiesta volta ad accertare i c r i t e r i attraverso i quali sono s t a t i individuati i budget assegnati alle s t r u t t u r e convenzionate con la Regione Calabria. Soprattutto con riferimento all’anno 2012/2013 estendendo l’operatività anche ai laboratori di analisi al fine di controllare il rapporto spesa – f a t t u r a t o , nel corso degli ultimi dieci anni verificando la qualità e la consistenza numerica del personale utilizzato, le apparecchiature strumentali, l’acquisto di reagenti, il consumo di energia elettrica, nonché ad ogni a l t r a questione connessa e di interesse collettivo”.
Ricordando, inoltre, che sulla questione è intervenuta anche l’Autorità del Garante che ha evidenziato “diverse criticità, nella cui ottica emergono evidenti distorsioni concorrenziali, auspicando che il criterio della spesa storica, già rilevato anche in recenti pronunce dei giudici amministrativi, attualmente assunto per la ripartizione dei fondi alle s t r u t t u r e private accreditate venga sostituito, ma che nonostante le sue puntuali indicazioni la spesa sanitaria, tutt’altro che rientrata, sta di f a t t o dilatandosi oltre misura, confermando come il criterio della spesa storica non risulti il più adeguato a rispondere alle esigenze dell’utenza e a consentire nello stesso tempo lo sviluppo con pari opportunità di nuovi e adeguati operatori”, la Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, nella stessa istanza si rivolge anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Alla quale chiede “di verificare se nella specie emergano elementi di f a t t o e di d i r i t t o tali da giustificare ulteriori verifiche ed accertamenti ai sensi della
legge 10 ottobre 1990 n. 287 o ex a r t t . 101 e 102 del T r a t t a t o sul Funzionamento dell’Unione Europea”.
Nell’istanza, inviata anche al Ministro della Salute, ai Presidenti della Commissione Sanità del Senato e della Camera dei deputati, al Presidente dell’Autorità del Garante della Concorrenza e del Mercato ed ai PresidentI del Consiglio e della Giunta regionali, arricchita da dotte citazioni ma lineare nelle argomentazioni espresse con un solo punto di vista pienamente condiviso sia dai membri della maggioranza che dell’opposizione, è ricostruito il mancato incontro istituzionale fra la Commissione del Consiglio regionale e il sub Commissario Pezzi.
Dopo che il generale Pezzi declinava un primo invito, adducendo pregressi impegni Istituzionali, la Commissione (11 giugno 2013) ascoltati diversi esponenti del mondo imprenditoriale sanitario, all’unanimità deliberava la sua riconvocazione “facultandolo ad indicare giorno ed ora, anche festivo e notturna, per agevolare il confronto con lo stesso. Ma – si legge nell’istanza – con incredibile quanto audace supponenza ed arroganza il generale ha reiterato la sua diserzione rispetto alle esigenze istituzionali di questa Commissione, proiezione funzionale della massima Assise assembleare della Calabria, quindi dell’intero popolo Calabrese”.
Aspro il commento dei consiglieri regionali: “il ‘cauidillo’ ha insultato (non presentandosi in Commissione) la dignità e la fierezza di t u t ti i calabresi che generosamente lo ospitano e lo pagano, sottraendosi ad un doveroso confronto teso a risolvere il problema e non a aggravarlo, ritenendosi vittima di lesa maestà perché la Commissione non ha il potere di convocare un sub Commissario il quale, all’evidenza, è componente di un organo dello Stato e non della Regione”. Traggono questa conclusione i legislatori regionali che compongono la Commissione consiliare: “Sua Maestà Imperiale non intende compromettersi interloquendo con volgari
plebei, f r a l’altro, rei di rappresentare pericolosamente la volontà popolare, evidentemente espressa, secondo i foschi affreschi della peggiore quanto interessata letteratura, da oziosi, vagabondi, briganti, rigorosamente tenuti a pagare le tasse e non a rivendicare diritti”. Laddove il sub Commissario sul punto richiama la “ben nota competenza in d i r i t t o amministrativo del Presidente della Commissione invocando “maldestramente le disposizioni dello Statuto della Regione Calabria e del Regolamento interno del Consiglio che legittimerebbero (“dopo quello di Celestino V – o di Ponzio Pilato”) anche il “gran r i f i u t o del coraggioso quanto sprezzante, contraddittorio colonizzatore la cui altezzosa superbia non appare agevolmente imitabile”, si fa notare che “lo stesso, per un verso non partecipa alla prima audizione, adducendo impegni Istituzionali, riconoscendo quindi il ruolo della Commissione, poi però si sottrae al secondo appuntamento, eccependo contradditoriamente l’incompetenza della stessa”.
Ad avviso della Commissione consiliare, tuttavia, “anche il capriccio della forma” dovrebbe cedere il passo dinanzi all’esigenza primaria di anteporre la sostanza delle cose, sicché – si spiega – “si è dinanzi ad un infantile pretesto per sottrarsi ad un confronto creando ad a r t e le condizioni per uno scontro”. L’opinione dei consiglieri regionali, è che “questa martoriata Calabria è già stracolma di superflui impegnati a rovinare la vita di molti; che l’uomo d’armi con l’orgoglio suicida dei più ispirati masochisti ritiene evidentemente di essere tutelato da schieramenti a testuggine perché ‘i Ministeri affiancanti non hanno f in ora f a t t o osservazioni’ ascrivendo le r i f e r i t e censure al Presidente della Commissione – visionario di turno – e non agli imprenditori sanitari vessati e maltrattati, aggiungendo che le bacchettate dell’Autorità del Garante non lo riguardano poiché la nota ‘è stata trasmessa alle ASP perché ne tengano conto ai fini della formulazione delle proposte dell’attribuzione dei budget’; che, evidentemente il sub Commissario addebita alle proposte delle Aziende de quibus agitur le criticità denunciate ritagliandosi una comoda dimensione di semplice collettore di proposte aliunde maturate; che, il predetto Sub Commissario – organo di Governo, sfida altresì questa Presidenza in relazione a taluni beneficiati fingendo d’ ignorare i congrui budget assegnati a strutture riconducibili a politici in carica scaricando l’eventuale responsabilità alle Aziende sanitarie competenti per il territorio”.
La Commissione, inoltre, ritenendosi “palesemente delegittimata dal conquistatore di turno” si rivolge al Presidente del Consiglio regionale chiedendo che “intervenga a tutela del prestigio, dignità e ruolo politico – istituzionale del Consiglio regionale del quale la Commissione è regolamentata proiezione”. Infine: auspica che il sub Commissario Pezzi “avverta la sensibilità a lasciare immediatamente la Calabria che quanto a dominazioni ha già maturato, nel corso dei secoli, tantissime negative esperienze, ragion per cui di quella del generale Pezzi può fare sicuramente a meno”.