Regione Calabria, interrogazione del consigliere Mimmo Talarico sul progetto “Safety City”

calabria 1Sul progetto “Safety City” di videosorveglianza della città capoluogo di regione (900 telecamere da installare per l’importo di oltre 23 milioni di euro) con incarico di realizzazione del sistema affidato ad una società israeliana, il consigliere regionale Mimmo Talarico ha depositato, questa mattina presso la Segreteria generale di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, un’interrogazione “a risposta immediata” in base all’articolo 122 del Regolamento, indirizzata al presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti.
Talarico con l’interrogazione ricostruisce l’iter procedimentale che ha portato all’affidamento del progetto di videosorveglianza di Catanzaro e spiega che “con delibera della Giunta comunale n. 57 dell’ 8/3/2013, pubblicata nell’albo pretorio in data 11/3/2013, il Comune di Catanzaro, senza gara pubblica, ha approvato uno studio di videosorveglianza della città, affidando l’incarico di realizzazione del sistema ad una società israeliana, con mandato al comandante della polizia municipale di Catanzaro di attivare i procedimenti necessari per il finanziamento dell’intervento presso i competenti uffici regionali”.
Puntualizza, inoltre, il consigliere che “tale servizio prevede tra l’altro la collocazione di 900 telecamere per l’importo di oltre 23 milioni di euro”; “che contro tale decisione alcune associazioni, portatrici di interessi collettivi e superindividuali, e singoli cittadini residenti nella città di Catanzaro, hanno chiesto l’annullamento al Tar dell’atto con cui il Comune di Catanzaro ha inteso istituire il servizio di videosorveglianza; che i ricorrenti fanno notare come l’affidamento del servizio sia avvenuto in violazione delle norme che regolamentano gli affidamenti pubblici, per mancanza di gara ad evidenza pubblica, e in totale violazione della diritto alla privacy della comunità catanzarese; che quest’ultima contestazione si basa sul fatto che la realizzazione dell’opera andrebbe, senza alcun motivo di sicurezza plausibile, a mettere la città e l’intera comunità catanzarese sotto costante controllo e sorveglianza; che la città di Catanzaro è città sostanzialmente sicura, in cui non c’è il rischio di attentati terroristici, né è apprezzabile un tasso di criminalità a livelli elevati; che non è dato capire cosa abbia spinto la Giunta comunale di Catanzaro ad adottare l’atto con cui si è deciso di affidare direttamente, per l’importo di oltre 23 milioni di euro, ad una società israeliana, un servizio militare di videosorveglianza di cui la città e la comunità catanzarese non hanno alcun bisogno”.
Sottolinea ancora Mimmo Talarico che “nella delibera è specificato che ogni e qualsiasi successivo atto avverrà soltanto ad avvenuto incasso da parte della Regione Calabria della somma occorrente per la realizzazione”.
In base alle osservazioni evidenziate, il consigliere interroga pertanto il Presidente della Regione per sapere “se si è a conoscenza della richiesta di finanziamento alla Regione Calabria di un progetto di videosorveglianza nel Comune di Catanzaro, per un importo di oltre 23 milioni di euro, alla cui realizzazione interverrebbe una società con sede in Israele e se non sia il caso di respingere una tale richiesta di finanziamento stante l’inutilità, la lesività e l’esosità dell’opera”.