Reggio senz’acqua, Aurelio Chizzoniti: “5 guasti in 20 giorni non succede neanche in Sud America”

acqua-pubblica_fondo-magazineCinque guasti alla rete idrica con conseguente interruzione dell’erogazione dell’acqua in appena venti giorni sono davvero tanti anche per una realtà Sud Americana quale si prospetta quella di Reggio Calabria in completa deregulation. E’ questa la sintesi di quanto riferisce Aurelio Chizzoniti residente in Contrada Gagliardi dove l’approvvigionamento idrico negli ultimi giorni è diventato una chimera con conseguenti,  inimmaginabili disaggi per tutta la popolazione della vasta area a sud della città. Acqua che scompare la sera a causa di ipotizzati inconvenienti tecnici per poi riapparire l’indomani mattina all’alba evidentemente dopo la riparazione notturna del presunto guasto. Chizzoniti afferma che in una città dove una altissima percentuale di dipendenti comunali non lavora di giorno è sicuramente una buona notizia apprendere che vi sia qualcuno che lo faccia di notte. Quanto all’ultima interruzione del flusso del prezioso liquido avvenuta giovedì pomeriggio la stessa era stata inizialmente  ricondotta ad una problematica riparazione di una pompa idraulica particolarmente capricciosa per poi addebitare la responsabilità all’Enel di cui dipendenti avrebbero tranciato un cavo che dopo ben  quattro giorni nessuno sarebbe riuscito a riparare. Poiché, prosegue Chizzoniti, ho vissuto l’allucinante esperienza, sotto l’imperio della sindacatura Falcomatà, quando qualche folletto disattivava lo stoltz interrompendo l’erogazione di energia elettrica che alimenta il funzionamento delle pompe la cui riattivazione passava ( fino a quando non ho denunciato il tutto in Consiglio Comunale) attraverso il ricorso all’istituto della somma urgenza per  presunti acquisti di pompe idrauliche e fantomatiche riparazioni, sarebbe opportuno disporre urgentissime verifiche visto che  il fenomeno è alquanto diffuso sul territorio cittadino. Arghillà docet. Mentre non sarebbe male acquisire l’opinione dell’Enel  che in quattro giorni non sarebbe riuscita a riparare un cavo! In questo contesto di lassismo burocratico che non riesce a far funzionare ormai da anni la fontana di Piazza Carmine non va sottaciuto come leggi inique mandino a casa consiglieri comunali neanche sfiorati da brandelli di indizi mentre i dirigenti che, nel bene e nel male, supportano l’azione dei politici “sciolti per mafia” restano ai rispettivi posti.In quest’ ottica ovviamente vanno doverosamente tutelati i vertici burocratici onesti , che non sono pochi, che servono la causa cittadina con competenza ed abnegazione così come i malcapitati presunti assenteisti sottoposti a misura cautelare dopo due anni rispetto al tempus commissi delicti tant’è che qualcuno, nelle more, addirittura era già in pensione. In attesa che qualche volontario  riattivi lo stoltz, conclude Chizzoniti, chiederò di essere ricevuto dal Commissario Prefettizio per illuminarlo su taluni misteri e metodologie tutte  reggine, informando, ovviamente, anche l’A.G. per la verifica di probabili profili penalmente rilevanti.