Reggio, il pentito Lo Giudice scrive ai giudici: ritratta tutto e aggiunge, “non mi troverete mai”

nino lo giudiceIl pentito di ‘ndrangheta Nino Lo Giudice, scomparso mercoledi’, ha scritto una lettera ad un avvocato, Francesco Calabrese. La missiva e’ stata consegnata al penalista dal figlio di Lo Giudice nell’aula del Tribunale di Reggio Calabria in cui e’ in corso il processo Meta. La missiva e’ stata spedita da una localita’ del centro Italia. Dopo che si e’ appreso della lettera di Lo Giudice nell’aula bunker del Tribunale sono arrivati i Procuratori della Repubblica aggiunti Michele Prestipino ed Ottavio Sferlazza, che hanno preso visione della missiva ed avvertito il Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero De Raho.
Nino Lo Giudice, nella lettera chiede anche di non essere cercato. ”Tanto – dice – non mi troverete mai”. Quando e’ scomparso mercoledi’ scorso, Lo Giudice si trovava nella localita’ protetta in cui stava scontando agli arresti domiciliari la condanna a sei anni e quattro mesi comminatagli per gli attentati alla Procura generale di Reggio ed alla casa del pg Di Landro di cui si era autoaccusato ed ai quali, adesso, si dice estraneo. Nella lettera,  il pentito Lo Giudice scrive di voler ritrattare tutte le accuse perche’ frutto,dice, ”di pressioni di alcuni magistrati della Dda”. Lo Giudice esclude di essere o di conoscere il regista degli attentati del 2010 alla Procura generale ed alla casa del pg Di Landro di cui si era accusato. ”Mio fratello Luciano – scrive Lo Giudice nella lettera – ha resistito a quelle pressioni, mentre io non ci sono riuscito”. L’avvocato Francesco Calabrese, nel processo Meta, difende il boss Pasquale Condello, arrestato nel 2008 dopo una latitanza protrattasi per 18 anni. La lettera e’ contenuta in un plico in cui si trova anche una pen drive con immagini di Lo Giudice mentre legge la missiva.