Reggio, Demetrio Delfino (Pd) “sconcertato” per l’idea dei commissari di privatizzare il Lido Comunale

lido comunaleNonostante la primavera non si sia fatta vedere in riva allo Stretto e il caldo abbia fatto da capolino solo da qualche giorno, anche quest’anno si è riusciti nell’impresa di farsi trovare completamente impreparati per quanto concerne la gestione della struttura del Lido Comunale“: lo afferma in una nota l’esponente del Pd reggino, Demetrio Delfino, da sempre “fruitore” del Lido Comunale.

Non occorre tornare indietro di decenni – continua Delfinoper ricordare, come ogni anno si fa, gli “antichi fasti”; per altro, a nulla ha portato, nel corso del tempo, “l’operazione nostalgia”.Trovo, però, sia strumentale, per giustificare una mancata capacità di gestione da parte del Comune, considerare soltanto gli ultimi dieci anni. Anni di degrado e di abbandono, probabilmente calcolato a beneficio di lidi privati che, come i funghi, spuntavano nel finalmente rinnovato “Lungomare Falcomatà”.Anni bui di cui ancora, nonostante otto mesi di commissariamento, si stenta a venirne fuori, anni di misteri e di  “buchi di bilancio”, in cui sicuramente il Lido Comunale era agli ultimi posti nell’agenda dell’allora Amministrazione Comunale. Certo, una struttura da rinnovare, fortemente colpita dall’incuria e dalla mala gestione, non può portare un ritorno economico immediato ma, da qua a dire che il Comune non se ne può far carico perché la sua gestione risulta essere troppo onerosa, parecchio ce ne corre. E’ la struttura che, specchio dell’intera città, risulta essere vittima di una cattiva gestione, non certo la stessa a “drenare troppe risorse”. Troppo facile, dunque guardare a una privatizzazione senza analizzare veramente il rapporto costi/benefici che la stessa porterebbe.

E’ di questi giorni l’avviso di Bando pubblico per la gestione del Lido “Genoese Zerbi”. Oggetto della concessione è il:

  1. Servizio assegnazione cabine;
  2. Servizio di salvataggio, assistenza e controllo bagnanti;
  3. Servizio controllo ingressi ed assistenza utenti e servizio di pulizia;
  4. Servizio di gestione del punto ristoro della Torre Nervi;
  5. Servizio medico di primo soccorso.

demetrio delfinoPraticamente tutta la struttura che, probabilmente per una cifra irrisoria e facendosi “sempre forti” delle condizioni di degrado della stessa, sarà data in gestione per la stagione estiva che, in qualsiasi altro posto con un clima simile, sarebbe già felicemente avviata da almeno due mesi.

A conti fatti, dunque, la mala gestione di questi anni fa felice i privati che, da qui agli anni a venire, saranno grati a Commissari e Amministratori della “cosa pubblica”. Tutto ciò in un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose e  ben lontano dalla tanto agognata “bonifica ambientale”, compito principale dei Commissari Straordinari. Singolare, per altro, come, calcolatrice alla mano, si rinunci all’introito del canone per 652 cabine agibili che potrebbero portare qualche spicciolo alle sempre più vuote casse comunali. Non regge neanche il discorso di non riuscire a far fronte alla pulizia straordinaria per “mettere in moto” l’impianto. Infatti basterebbe utilizzare il personale presente in loco per le operazioni di segreteria e gestione dei rapporti con il pubblico, nonché falegnami e imbianchini da anni presenti nella struttura e addetti alla sua manutenzione. La Multiservizi potrebbe, invece, occuparsi del resto . Così facendo si sfrutterebbero le risorse presenti senza grossi esborsi e senza il rischio di concessioni che potrebbero, altresì, rivelarsi poco limpide e che andrebbero, dunque, a contrastare con l’operato dei Commissari.

A quel punto si andrebbero a incassare, con una stima al ribasso, circa 300.000 euro dalle cabine più l’affitto di spazi per scuola serf e vela, nonché la somma derivante dalla concessione in gestione del punto bar/ristoro all’interno della Torre Nervi. A questa somma si potrebbe aggiungere l’affitto di alcune aree a privati che organizzano Centri Estivi e agli hotel che impiantano le loro sdraio e gli ombrelloni.

Detto ciò, conti alla mano, non mi sembra che la struttura del Lido Comunale sia un bene da dismettere in tutta fretta, invocando una “salvifica gestione privata” che nulla porterebbe a livello di introiti (si parte, infatti, da una base d’asta di cinquantamila euro per l’intero impianto).

Capitolo a parte le sempre più insistenti voci, confermate dalla stampa locale, secondo le quali, a partire dal 1/11 c.a. si inizieranno i lavori per la riqualificazione del Lido Genoese Zerbi. L’agognata ristrutturazione sarà effettuata, non si capisce ancora bene secondo quale progetto, interamente sfruttando i Fondi PISU.

La notizia (sia pur con qualche paura che l’inizio delle grandi opere, spesso rimaste incompiute, comporta in questa città) fa sicuramente piacere a tutti i fruitori della struttura, a chi ne ricorda gli antichi splendori e alla cittadinanza intera. Ma, e qui siamo al paradosso, già si sa che la struttura stessa, una volta rimessa completamente a nuovo, pronta per la sua fruizione, sarà data in gestione interamente a privati perché il Comune “non può farsene carico”.

Troppo difficile, sarebbe, infatti, con una struttura nuova, sicuramente dotata di impianti di video-sorveglianza, con personale Comunale già destinato e in uso al Lido, riscuotere i canoni di cabine e spazi che, a quel punto diventerebbero molto più che appetibili!

Questa sembra essere l’inappellabile decisione dei Commissari che, sull’argomento specifico, dimenticano di essere portatori di un “mandato a scadenza”, di certo non suggellato dalla volontà popolare, ma ciò nonostante prendono ugualmente decisioni uniche per la storia della città.

Mai, infatti, il Lido era passato ad una intera gestione da parte di privati. Discutibile la decisione, anche in vista delle prossime Consultazioni elettorali che, la primavera prossima potrebbero consegnare alla cittadinanza un’Amministrazione di tutt’altre idee.

Sono sconcertato da cittadino, da politico, nonché da fruitore del Lido Comunale che, forse avrebbe soltanto dovuto avere la fortuna, come molti di noi, di nascere altrove……..”