Reggio Calabria, incontro con la poesia di Annalisa Saccà, professore di Lingua e Letteratura Italiana alla St. John’s University di New York

images 1Nella sala conferenze della libreria Culture – Reggio Calabria, è stato presentato il libro “Gli occhi di mia madre” – di Annalisa Saccà – Quaderni del Filorosso. La manifestazione, promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria è inserita nel ciclo di incontri “Cattedra di Poesia, Teatro, Cinema, Letteratura, Arte, Storia, Scienza”. Dopo l’introduzione di Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, che ha presentato al pubblico presente la Saccà, professore di Lingua e Letteratura Italiana alla St. John’s University di New York, autrice di numerosi libri di poesia, sul post moderno italiano, di numerose monografie su autori classici e moderni, nonché traduttrice di testi poetici dall’Italiano, dall’inglese e dallo spagnolo, ha preso la parola Annalisa Saccà, il suo intervento è stato un evento carico di emozioni e interazione culturale dove la poesia è servita da veicolo per instaurare un dialogo sui grandi temi dell’umanità condivisi da tutti. La Saccà ha premesso che questa ultima collezione di poesie è stata la più rischiosa da pubblicare perché il motivo autobiografico la apriva a una vulnerabilità emozionale che gli altri avrebbero riconosciuto. Ciononostante la Saccà ha ribadito che era di dovere pubblicarlo come atto d’amore alle persone che le ha amato e che non ci sono più e a quelle che le sono state accanto nei momenti più duri della sua vita. Prima di passare alla lettura , la poetessa ha spiegato il titolo “Gli occhi di mia madre” nei quali lei si riconosce e attraverso i quali vive un dialogo con la madre mai interrotto. Ogni poesia letta con pathos e rivisitata come evento già accaduto ma che riaccade nel momento in cui la nominazione lo fa rivivere, non ha potuto che destare avvicinamento alla stessa sorgente dove l’umano attinge per cercare la propria significazione . Il tema del dolore, del ricordo dell’amicizia, scanditi da una sinfonia di termini che diventavano carne si alternavano a ritmi di natura cromatica olfattiva che scandivano i paesaggi dell’anima. Tante emozioni per offrire all’altro conforto e significato del proprio esistere. La Saccà ha arricchito la sua lettura fornendo gli elementi biografici che l’avevano ispirata: dal suo incidente stradale, alle storie delle “dimore” abitate, al volto dei cari ormai morti, alla Calabria vissuta come unica stagione, la poetessa ci ha raccontato se stessa, la sua vita e i suoi dolori incarnando allo stesso tempo quello di tutti i presenti che la ascoltavano emozionati.