Reggio Calabria, Guardia di Finanza: celebrato il 239esimo anniversario della fondazione del corpo

imagesAlle 09.00 di oggi, presso la caserma “SALVATORE CARAVELLI”, sede del Comando Provinciale di Reggio Calabria, è stato celebrato il 239° anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza.

Nell’ambito dell’evento celebrativo, il Comandante Provinciale Col. t.ST Alessandro BARBERA, ha tracciato il consuntivo dell’attività svolta nel corso dei primi cinque mesi del 2013 dai reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria.

In questo arco temporale le fiamme gialle reggine, in aderenza alle linee di indirizzo tracciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, sono state impegnate nel contrasto all’evasione fiscale, alle frodi nel settore della spesa pubblica, alla criminalità economica e finanziaria anche di stampo ‘ndranghetistico, privilegiando l’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

Lotta all’evasione fiscale

I Reparti del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno concluso complessivamente 72 verifiche fiscali che hanno consentito di constatare 11 mil. di € di Iva dovuta, maggiori elementi positivi di reddito per 65 mil. di €; costi non deducibili pari a 8 mil. di €. A fronte di tali risultati e a garanzia della pretesa erariale sono state avanzate proposte di sequestro per equivalente pari a 19,2 milioni di euro mentre i sequestri effettuati ammontano ad € 7,6 milioni. I soggetti denunciati all’ A.G. per violazione al D.Lgs 74/2000 sono stati 53. Nel corso di approfondimenti condotti sulla documentazione acquisita durante alcune verifiche fiscali nei confronti di ditte individuali operanti nella Locride è stata scoperta una maxi evasione all’Iva per l’importo di 18 milioni di euro integranti le fattispecie di reato di cui agli art. 4 (dichiarazione infedele), 8 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e 10 (occultamento o distruzione di documenti contabili) del Dlgs 74/2000. Nello scorso mese di maggio si è provveduto ad eseguire il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di beni immobili e mobili riconducibili alle due ditte individuali per un ammontare complessivo di oltre 7 milioni di euro.

2,1 milioni di euro tra elementi positivi di reddito e costi non dichiarati sono già stati recuperati a tassazione a seguito dell’adesione da parte dei contribuenti ai processi verbali di constatazione elevati.

I controlli in materia di scontrini e ricevute sono stati 1.766 ed il 41,6% è risultato irregolare. Tra i contribuenti verbalizzati emblematico è il caso di un commerciante della piccola distribuzione alimentare dell’area Grecanica che, sebbene rilasciasse regolarmente ai propri clienti lo scontrino fiscale, riusciva ad evadere le imposte utilizzando uno stratagemma semplice ed efficace. In particolare, mediante l’utilizzo sistematico di una specifica funzione del misuratore fiscale, il commerciante provvedeva ad annullare gli scontrini riportanti i corrispettivi più rilevanti, in modo tale che questi non rientrassero nel conteggio complessivo degli incassi di fine giornata. Con tale sistema il contribuente ha occultato al fisco circa 100 mila euro.

114 sono stati i lavoratori in nero ed irregolari individuati e 63 i datori di lavoro verbalizzati.

Tutela della spesa pubblica

Sono state scoperte frodi agli enti previdenziali ed assistenziali per complessivi € 500.000,00 e denunciati 9 soggetti (c.d. falsi poveri) che hanno ottenuto indebitamente prestazioni sociali agevolate per un importo complessivo di € 300.000,00.
Una complessa attività di indagine ha permesso di smascherare una truffa ai danni del Comune di Reggio Calabria.
95 dipendenti comunali, attraverso un collaudato sistema basato su favori reciproci e continui scambi di badge personalizzati utilizzati per attestare la presenza effettiva lavorativa presso gli uffici di appartenenza, riuscivano ad assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno.
L’operazione “torno subito” si è conclusa con l’esecuzione di 17 provvedimenti di arresti domiciliari e la denuncia a piede libero di altri 78 dipendenti del Comune di Reggio Calabria i quali, in più occasioni ed in concorso tra loro, si sono resi responsabili di una truffa ai danni dell’amministrazione comunale ai sensi del combinato disposto dagli artt. 81,110 e 640, 2° comma nr.1. del c.p..

Aggressione dei patrimoni della criminalità economica ed organizzata

43 sono i soggetti denunciati per reati bancari, finanziari, societari e fallimentari mentre nell’ambito delle investigazioni antiriciclaggio sono stati individuati 220,5 milioni di euro, tra denaro e valori, illecitamente trasferiti. 89 sono state le segnalazioni per operazioni sospette approfondite.
Emblematica è stata l’operazione “azzecca garbugli” nel corso della quale si è data esecuzione a 09 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e noti professionisti (2 avvocati, 3 dottori commercialisti e 5 imprenditori) della città, coinvolti, a vario titolo, nella consumazione, in concorso, dei reati di estorsione, calunnia, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e semplice ed altre ipotesi di reato previste dalla legge fallimentare.
Nei confronti di 2 soggetti è stata disposta la restrizione in carcere, mentre per i rimanenti 7 sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Nella provincia reggina il contrasto alla criminalità organizzata costituisce una priorità strategica per il Corpo. Sono stati effettuate investigazioni patrimoniali nei confronti di 217 soggetti riconducibili direttamente o indirettamente alle cosche di ‘ndrangheta e i valori proposti per il sequestro ammontano ad € 84 milioni. 445 milioni di euro è il valore dei beni sequestrati mentre 6 milioni è il valore complessivo dei beni confiscati. Tra i risultati conseguiti in questo settore particolare menzione merita l’Operazione “Metropolis” caratterizzata da una complessa attività investigativa che ha avuto ad oggetto la costruzione e la gestione dei complessi immobiliari nel settore turistico-residenziale in Calabria e, principalmente (ancorché non esclusivamente), sulla costa jonica.
Lo sviluppo delle indagini ha consentito di ricostruire lo scenario di ramificati investimenti nel settore turistico-residenziale da parte di soggetti calabresi e spagnoli in commistione con esponenti di vertice delle organizzazioni criminali operanti sul territorio i quali, al di là della formale intestazione delle società e delle imprese formalmente coinvolte nell’affare, sono stati attivamente coinvolti in tale settore in qualità di principali artefici.
La complessità del fenomeno ha messo in luce una vera e propria attività di investimento, promossa, diretta e organizzata da importanti esponenti di vertice della ‘ndrangheta.
La predetta attività di indagine si è conclusa con l’esecuzione di 20 ordinanze restrittive della libertà personale nonché il sequestro di 17 villaggi turistici e 12 società. Per un valore complessivo 450 milioni di euro.

Contrasto ai traffici illeciti

Il continuo monitoraggio dei movimenti merci nel Porto di Gioia Tauro e i mirati approfondimenti info-investigativi hanno consentito, alle fiamme gialle reggine, di sequestrare, nei primi 5 mesi del 2013, 570 kg di sostanze stupefacenti, traendo in arresto nr. 03 soggetti e 110.917 prodotti contraffatti.

Contrasto all’immigrazione clandestina

L’attenta vigilanza delle coste reggine ed in particolare di quelle joniche, effettuato in collaborazione con le altre forze di polizia, ha permesso alla Guardia di Finanza di individuare 28 clandestini, di arrestare 8 scafisti e sequestrare una nave .

Soccorso Alpino

Nei primi 5 mesi dell’anno si è distinto per professionalità ed efficienza anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Santo Stefano in Aspromonte che ha effettuato, sia nel comprensorio dell’Aspromonte che in quello Silano, 9 interventi e assistito 21 persone.