Reggio Calabria, atto vandalico subito dalla Lelat: la lettera del Presidente Anna Maria Garufi

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“L’ennesimo atto vandalico subito dalla Lelat- dice in una lettera la presidente Anna Maria Garufi- con il danneggiamento dei prodotti della serra (coltivati con tanta fatica dai giovani della comunità) ha questa volta un risvolto diverso ma più amaro del solito perchè è il frutto della lotta per la fruizione del campetto di calcio tra i ragazzi di Mangialupi e gli extracomunitari della vicina moschea.
Il campetto, unico bene del quartiere, che ho messo a disposizione dei giovani, è conteso tra i diseredati che se lo contendono anche in maniera violenta.
Ho tentato di regolamentare il flusso dei contendenti, concedendo all’Imam della moschea la domenica pomeriggio, ai ragazzi della comunità (che poi sarebbero gli unici legittimati a fruirne) il sabato pomeriggio e ai ragazzi di Mangialupi gli altri cinque giorni. Finchè ci siamo noi tutto va più o meno bene (salvo che i bambini di Mangialupi non intendono sottostare a nessuna regola e danneggiano tutto). Dalle 17 in poi, quando noi andiamo via, inizia la lotta per il predominio sul territorio, sia marocchini che ragazzini scavalcano i cancelli, divelgono le reti di chiusura della comunità e da lì in poi vige la legge del più forte. A risultare la più debole resta però – continua- sempre la comunità che viene sistematicamente “violentata”. Prima la comunità era residenziale, per cui i danni e le liti venivano tenuti sotto controllo, ora che per i noti problemi economici abbiamo dovuto chiudere l’ospitalità notturna, ritornando al diurno (dalle 9 alle 17), la comunità nelle ore in cui non ci siamo è terra di tutti.
Per cui agli attentati malavitosi e di rappresaglia si stanno unendo gli atti vandalici di ragazzi che non possedendo altri spazi che gli stretti vicoli delle baracche, assaltano questo piccolo eden, appena ristrutturato, come uno sciame di cavallette. Avessero qualche spazio loro potremmo interdirne (forse) l’ingresso, ma così ci dispiace cacciarli perchè non hanno altro!
Con qualche progettino finanziato avevamo iniziato a mettere qualche operatore che si spendeva nel fornire loro giochi e regole di vita. Ma senza finanziamenti- in conclusione- anche questo è finito. Come “operatori” disposti ad allenarli abbiamo trovato solo persone che di fatto volevano appropriarsi del campo, espropriandolo ai ragazzini del territorio, allenatori volontari di fatto non ne abbiamo trovati. Anche il volontariato è in crisi! C’è molta amarezza in questa mia considerazione! I bei tempi in cui scavalcavamo i cancelli dell’Ex-Gil insieme a Renato con torme di bambini affamati di spazi, di sport e di saperi (quando pioveva ci sedevamo sotto la pensilina a parlare di pace e di legalità) sembra non aver trovato un ricambio generazionale. Però oggi, alla elezione di Renato a sindaco, ho assistito ad un miracolo, centinaia di giovani con occhi pieni di passione, speranze e gioia ed io, rimasta sulla breccia, malgrado la mia età, a lottare per la loro vita, per la prima volta dopo tanti anni mi sono sentita meno sola.
Se i giovani di questa città, dopo la morte apparente di anni, riprendono a sognare, anche per i bambini di Mangialupi c’è una speranza”.