‘Ndrangheta, investigatori: con l’arresto di Giovanni Priolo chiusa la faida di Gioia Tauro

giovanni prioloSecondo i dettagli dell’operazione denominata “Lowland Fear”, illustrati stamane in Questura, con l’arresto di Giovanni Priolo gli investigatori sono convinti di aver chiuso la faida di Gioia Tauro. Uno scontro tra  le famiglie Brandimarte-Perri e Priolo. Il secondo atto di questa “guerra” viene imputato proprio a Giovanni Priolo: il tentato omicidio di Giuseppe Brandimarte commesso a Gioia Tauro il 14 dicembre 2011, che sempre secondo l’accusa sarebbe stato commesso da Giovanni Priolo insieme ad altre due persone, successivamente uccise: si tratterebbe di Giuseppe Priolo e Francesco Bagalà.  Giovanni Priolo e’ ritenuto dagli investigatori legato alla cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli ed e’ suocero di Girolamo Piromalli, attualmente detenuto. Il tentato omicidio di Brandimarte, secondo gli inquirenti, sarebbe da inquadrare nel piano vendicativo della famiglia Priolo nei confronti di quella dei Brandimarte per vendicare la morte di Vincenzo Priolo. Quest’ultimo, ucciso l’8 luglio 2011 all’eta’ di 29 anni, era appunto il figlio di Giovanni, arrestato stamane. E’ proprio quest’omicidio che viene inteso come l’inizio della faida tra le due famiglie, che di fatto diede luogo a una serie di avvenimenti delittuosi che hanno gravemente turbato la cittadina della Piana. Vediamo in breve il susseguirsi degli eventi.

Giuseppe Brandimarte e’ il fratello di Michele (52), zio, quest’ultimo, dell’allora latitante Vincenzo Perri (30), autore materiale dell’omicidio di Vincenzo Priolo, arrestato il 17 marzo 2013 e gia’ condannato con rito abbreviato in primo grado il 27 novembre 2012 a 18 anni di reclusione. Dopo il tentato omicidio di Brandimarte si e’ registrata una serie di delitti nei confronti della famiglia Priolo o di soggetti ritenuti fedelissimi. Il 26 febbraio 2012 e’ stato ucciso Giuseppe Priolo (53), zio di Vincenzo. Il 7 settembre dello stesso anno e’ stato danneggiato con una bomba un distributore di carburante che fino al 31 dicembre 2011 era gestito da Vincenzo Priolo. Inoltre, nell’abitazione adiacente il distributore, risultava residente Maria Rita Priolo, sorella di Vincenzo e moglie di Girolamo Piromalli, detto ”Mommo”, boss dell’omonima cosca mafiosa, ora detenuto. Il 26 dicembre 2012 e’ stato ucciso Vincenzo Francesco Bagala’ (23) ritenuto vicino ai Priolo. L’11 gennaio 2013 un ordigno costituito da 400 grammi di tritolo su cui erano innestati due detonatori del tipo usato per le cave, collegati ad un apparato ricevente che poteva attivare l’esplosivo tramite radiocomando, e’ stato collocato davanti l’abitazione di Giovanni Priolo. Il 29 aprile scorso la polizia ha arrestato sei persone della famiglia Brandimarte accusate di omicidio in concorso di Giuseppe Priolo.