‘Ndrangheta, arresti nel cosentino: “la gente non era libera neanche di scegliere il caffè…”

caffè”Questa misura cautelare misura l’attivita’ della Dda su tutta la Sibaritide. Notevoli sono state le misure sull’area di Cassano, su Corigliano, e adesso su Rossano. Ventotto misure cautelari non sono poche, accompagnate da un sequestro di proporzioni enormi”. Il capo della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha commentato cosi’ in conferenza stampa l’operazione condotta dai carabinieri che ha portato all’arresto di 28 persone ritenute vicine alla cosca Acri-Morfo’ di Rossano. Nel corso dell’attivita’ investigativa e’ emersa la pressione della cosca anche nell’imposizione delle forniture di caffe’ e di pane. ”Quello che noi abbiamo visto in questa indagine -spiega Lombardo- e’ una cosa diventata quasi usuale in Calabria cioe’ i prodotti non vengono scelti secondo le convenienze economiche e il gusto dei cittadini ma secondo le imposizioni dei gruppi criminali. Questa volta abbiamo visto il caffe’, altre volte altri prodotti e generi commerciali. Non siamo nemmeno liberi di scegliere secondo i nostri gusti o le convenienze economiche quello che vogliamo bere o mangiare”.