Metromare dello Stretto: una raccolta firme per evitare la chiusura del servizio

pontile-metromare-messinaDi seguito, pubblichiamo la lettera a corredo delle firme raccolte per dire no alla chiusura dei servizio del Metromare dello Stretto:

“Come era prevedibile l’inerzia, l’incapacità e la mancanza di volontà degli organi preposti ( Stato, Politica, Società Civile ) hanno decretato la fine di uno, anzi l’unico servizio che consentiva la CONTINUITA’ TERRITORIALE nell’area dello Stretto.
Tutto ciò avviene alla luce del sole senza che nessuno si ribelli, senza che nessuno alzi barricate, è vero è troppo forte la rassegnazione della Gente del Sud, che supinamente accetta la volontà di chi dice di essere dalla loro parte, ma poi, nei fatti rimane inconcludente, anzi vende la pelle del lupo al maggior offerente tralasciando quelle che sono le esigenze del territorio a favore di lobby e potenti
di turno.
Ed è proprio in questo scenario che si colloca la vicenda Metromare dello Stretto, nessuna ribellione, nessuna barricata, ma semplicemente una raccolta firme, organizzata e messa in atto in pochissimi giorni, per far capire che è troppo forte la delusione in chi avrebbe dovuto tutelare gli interessi di un territorio, di una collettività. Metromare in questi tre anni di servizio è stato utilizzato da milioni di passeggeri, non da pochi singoli prediletti.
E’ così forte la delusione nei confronti nei ns politici locali, provinciali, regionali, nazionali, e perchè no anche di quelle istituzioni governative presenti nel territorio che dovrebbero essere garanti delle necessità di una collettività, che non sarebbero nemmeno degni di questa pacifica protesta che scorre con l’inchiostro di qualche centinaio di firme raccolte frettolosamente, dal sottoscritto ed alcuni volontari, ma accolta e condivisa da tutti i pendolari e non a cui siamo riusciti a sottoporla.
E’ impensabile che in una nazione che si dice democratica, attenta alle esigenze dei territori, c’è chisi dimentica, ma siamo sicuri che si sia dimenticato? Di predisporre in tempo un bando di gara per consentire all’unico servizio di CONTINUITA’ TERRITORIALE, di poter proseguire senza intoppi.
E’ mai possibile che nel tentativo di trovare un rimedio ad un errore commesso, se ne commetta uno ancora più grave? Può un Ministero massima espressione dello Stato, trovare la soluzione che ha trovato ? E’ ridicolo pensare, ma i fatti letti sui giornali fanno pensare ciò, che noi Popolo Sovrano, paghiamo fior di Ministri, Sottosegretari, Assessori, et Dirigenti per trovare soluzioni alternative ad un Servizio che conta allo stato ben 30 collegamenti giornalieri tra Messina e Reggio Calabria e ben 28 collegamenti giornalieri tra Messina e Villa S. Giovanni, affidando il trasporto ad una società che è in grado di disporre di solo due mezzi adatti a fare tale attività?

Riteniamo che tale alternativa, alla continuità delle corse fatte dal Consorzio Metromare dello Stretto sia un ulteriore offesa alle ns già martoriate terre di Calabria e Sicilia, è impensabile che nel 2013 c’è ancora chi pensa che questo territorio sia luogo di conquista, eppure la realtà dei fatti dice il contrario, la scelta di fare un braccio di ferro con la scusa che non vi sono fondi non può essere una scelta di uno Stato Sovrano ma di una piccola azienda prossima al fallimento. Ma può uno Stato Sovrano ragionare in termini di non ci sono soldi? può uno Stato Sovrano lasciare letteralmente a piedi migliaia di pendolari che con enorme sacrificio tutte le mattine si alzano all’alba per potersi recare a lavoro? Non potrebbe ma sembra che lo abbia fatto!
Possono i rappresentanti del territorio di questo Stato Sovrano, eletti con i voti del POPOLO SOVRANO, stare zitti e far finta di non accorgersi di cosa sta accadendo in riva allo stretto? non potrebbero eppure lo fanno!

Chissà cosa sarebbe successo, se tale situazione si fosse creata in altra parte d’Italia, non osiamo nemmeno immaginare le levate di scudi da parte di tutte le rappresentanze politiche/sindacali/istituzionali, ma il ns territorio non si trova in altra parte d’Italia si trova nel profondo Sud, e qui vige la regola del silenzio.
Ma questa volta il silenzio vogliamo infrangerlo noi, non faremo barricate non faremo azioni eclatanti, ma semplicemente vigileremo che le regole democratiche e le attività necessarie al consentire il prosieguo del servizio di collegamento tra le sponde Calabro-Siciliane continui in maniera trasparente ed in particolare vigileremo che piccoli escamotage non favoriscano pochi a danno dei tanti pendolari. Pertanto chiediamo semplicemente il rispetto che ci meritiamo, chiediamo semplicemente che al momento venga mantenuto l’attuale stato di collegamenti, e che venga immediatamente predisposto un tavolo tecnico che inizi a lavorare ad un servizio di CONTINUITA’ TERRITORIALE permanente nell’area dello stretto.
Se ciò non dovesse essere fatto, invitiamo fin da subito gli organi preposti ( Autorità Giudiziaria, Antitrust, Corte dei Conti etc ) a verificare se cosa accade nei trasporti dello Stretto è degno di una Società Civile e se le condizioni con cui si vogliono fare esperimenti di collegamento avverranno e avvengono nel rispetto delle regole.
In attesa di un Vs urgente riscontro resteremo vigili e pronti ad altri interventi a tutela della ns dignità di pendolari”.

In rappresentanza dei promotori
della raccolta firme
Massimiliano Donato