Messina, rischio default: il valzer dei numeri, da 500 a 78 milioni. Coglitore e Di Leo fanno chiarezza sui “debiti certi” del Comune

palazzo zancaIl valzer dei numeri. Esattamente 24 ore fa il commissario straordinario del Comune, Luigi Croce aveva annunciato che i debiti di Palazzo Zanca ammontavano a circa 500 milioni di euro, 100 in più di quanto il Piano di Riequilibrio aveva fatto emergere. Ma secondo il Ragioniere generale Ferdinando Coglitore ed il Dirigente responsabile al Bilancio, Giovanni Di Leo, la cifra svelata dall’ex procuratore capo nel corso dell’incontro di ieri con i sei candidati a sindaco è sovrastimata.

Coglitore e Di Leo spiegano come i debiti censiti riconoscibili sono pari a 78 milioni di euro, e che i debiti latenti o potenziali (ovvero quei debiti dei quali non si ha la certezza di dover pagare perché non vi sono sentenze o altri atti obbligatori a carico dell’amministrazione) sono pari a circa 200 milioni di euro dove il Piano di Riequilibrio ne prevede di erogare circa 120. Il dato fornito da Croce, invece, somma pure i circa 20 milioni di euro che attende l’Ato3 rifiuti, la richiesta di risarcimento danni da 80 milioni di euro avanzata dalla Mondo Messina Service che è pendente al Tar di Catania e che riguarda la pubblicità negli stadi, la richiesta di risarcimento danni di 60 milioni di euro avanzata dal fallimento del Fc Messina Peloro Srl pendente al Tar di Catania sulla concessione e gestione degli stadi. Inoltre tra i debiti latenti vi è la richiesta di 44 milioni di euro della Bnl Paribas per l’annullamento dei contratti di finanza derivata e i circa 40 milioni euro dalla Impresa Ing. Alfonso Schipani Srl Costruzioni Impianti Elettrici per la scadenza del termine contrattuale per il servizio di gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Messina già affidato alla società, il Comune ha richiesto la restituzione degli importi pari a 40 milioni 159mila 851,80 euro e il giudizio è ancora pendente.