Messina: Reset presenta il programma “Me-Lab: Ambiente e Territorio”

logoreset

Di seguito il programma “Me-Lab: Ambiente e Territorio” presentato dal movimento Reset con Alessandro Tinaglia sindaco.

Il ME-Lab proposto da reset! rappresenta la cornice all’interno della quale dovranno convergere, coerentemente, tutti quei progetti che concorreranno, in maniera complementare, a costruire una nuova Città e, soprattutto, un nuovo modo di “essere comunità”. Partendo dai punti di forza del territorio e dalle eccellenze che la Città possiede, si è scelto, collegialmente, di raccogliere una sfida che oggi, nel mondo, vede la “Green Economy” come la nuova grande opportunità di sviluppo dei territori:

TRAMUTARE L’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO IN RISORSA, SOCIALE, ECONOMICA E CULTURALE.

Il tema della sostenibilità economica ed ambientale, di fatto, è il solo capace di coniugare, contemporaneamente, assi strategici di sviluppo (macroaree) quali: “Territorio ed Ambiente”, “Innovazione, Ricerca e Sviluppo”, “Cultura, Turismo e Sport”, “Lavoro, Formazione ed Industria”, “Istituzione e Servizi Sociali” e “Servizi finanziari ed Amministrazione”.

ME-Lab rappresenta allora l’occasione per una grande trasformazione capace di produrre nuovo valore sociale ed economico, con nuove imprese, nuove professioni e nuovi mestieri. Specializzare, quindi, la Città nella “filiera ambientale” significa caratterizzarla, dandole un’Identità che valorizzi, mettendo a sistema ed a reddito, il contesto, sociale, fisico e culturale che l’ha, già, connotata per secoli. I temi dell’Ambiente e della sua tutela (mare, fiumare, venti, correnti marine, parchi e riserve, siti di interesse comunitario, zone a protezione speciale, etc…) divengono, allora ed in tale visione, “risorsa”, per il territorio (centro cittadino e corona storica dei villaggi-casali) e la sua comunità (tutta), traducendosi in azioni concrete (progetti) capaci di migliorare in maniera sostanziale tutti gli indicatori relativi alla qualità della vita. Una Città che partendo dalla Sua Storia individui un “altro” percorso capace di garantire, a Tutti, un Futuro Migliore.

Il “ME-Lab: La Città possibile” è il modello di sviluppo per Messina che contiene al suo interno le “azioni” da attuare durante l’amministrazione della città.
Tutte quelle azioni capaci di costruire una nuova economia e soprattutto una nuova comunità.

  • Ecco di seguito le principali attività relative a “Territorio ed Ambiente” che la nostra amministrazione porrà in essere:

L’attività agricola come opportunità di lavoro e come controllo del territorio:
UN CONSORZIO AGRICOLO DA 3000 POSTI DI LAVORO REALIZZABILI IN UN ANNO
In pochi sanno che oltre 68 kmq (circa il 32% del territorio comunale) possono essere utilizzati a fini agricoli. Tale dimensione ci da la misura della quantità di aree che oggi sono abbandonate ed a rischio, idrogeologico e/o di incendi. Puntare sull’agricoltura da un lato garantisce lo sviluppo economico e la costruzione nel breve periodo di centinaia di posti di lavoro, dall’altro rappresenta il modo più intelligente, pensiamo alle “smart cities”, per manutenere il territorio. All’attività agricola va legato il recupero del patrimonio edilizio della corona storica dei villaggi che apre uno scenario interessantissimo rispetto alla riconversione delle tante imprese edili cittadine, molte in difficoltà, verso il “riuso” e un’edilizia sostenibile. ME-Lab: un nuovo “modello sociale” che consenta di individuare nell’agricoltura una seria opportunità di lavoro. Si pensi all’importanza dell’istituto agrario in quest’ottica. La creazione di posti di lavoro e di consorzi di aziende agricole darà, anche, l’occasione, oggi inimmaginabile, a molti di acquistare una casa di proprietà, in prossimità delle aziende ed a ridosso dei villaggi storici, a prezzi ridotti anche del 50% rispetto al costo medio di una casa nel centro cittadino. Si agevolerà, così, l’accesso al credito (mutui) e si rimetteranno in moto l’edilizia ed il mercato immobiliare favorendo il recupero dell’esistente, senza usare nuovo suolo, con il risultato di valorizzare il nostro territorio. Alle aziende agricole verranno associati impianti di “Biomasse” che utilizzando anche gli scarti della produzione agricola renderanno autonomi dal punto di vista energetico le aziende “green”

  • Interventi di Ingegneria Ambientale come alternativa nel controllo del territorio:

Gli interventi necessari all’indomani dell’alluvione di Giampilieri hanno portato il Genio Civile a realizzare diversi interventi urgenti attraverso l’utilizzo di tecniche tradizionali con l’utilizzo di palificate e muri di sostegno. In particolare gli interventi a difesa delle esondazioni dei torrenti hanno visto la realizzazione di muri d’argine su entranti i lati. Come è noto però è solo uno l’argine interessato dall’esondazione. Volendo chiarire che gran parte degli interventi realizzati sono stati necessari vista l’urgenza e la gravità dei fatti accaduti ci preme invece sollecitare una riflessione sulle conseguenze, anche in termini economici, che l’utilizzo delle tecnologie tradizionali determina sul territorio. La “mummificazione” di un’area sottoposta a tali tecinche comporta l’impossibilità di recuperare tali siti in maniera permanente, La scelta poi di intervenire su entrambi i muri d’argine, all’indomani delle esondazioni, rappresenta un’inutile spesa, ci riferiamo al versante non è interessato dall’esondazione. La nostra proposta è quella di utilizzare, in luogo delle succitate tecniche tradizionali, interventi di ingegneria ambientale che attraverso la piantumazione di alberi adeguati allo scopo, per caratteristiche e tipologia. Tali interventi oltre a prevenire i fenomeni del dissesto idrogeologico consentono di mantenere inalterato l’habitat preesistente, di non “mummificare” le aree interessate dal dissesto, di avere un costo decisamente inferiore, di favorire il controllo diretto e continuativo del territorio, di favorire la promozione del territorio anche a fini turisti e sportivi ed infine di utilizzare gli scarti delle potature per l’alimentazione delle centrali a biomasse previste dal ME-Lab nelle aree in dissesto ed in quelle a rischio oltre che in corrispondenza con le aziende dei consorzi agricoli

  • Costituzione del Parco dei Peloritani:

La scelta di puintare sul Me-Lab implica la volontà di valorizzare ciò che la città già possiede, in particolare i beni ambientali e le intelligenze. La costituzione del Parco dei Peloritani mira a coniugare tali eccellenze immaginando il Parco come luogo di incontro per la cittadinanza, occasione di promozione del territorio e delle sue peculiarità, offerta turistica ed opportunità di realizzare un grande laboratorio a cielo aperto. Per tale ragione il Parco dei Peloritani diverrebbe oltre che il primo parco della Città anche il primo Parco Tecnologico Verde della nostra regione. In tal senso vanno messe a sistema le competenze dell’Università dei CNR e delle associazioni Ambientaliste che da anni si occupano di tale questione. Il Parco dei Peloritani come connettivo tra il centro urbano, il waterfront, i villaggi ed il sistema delle fiumare

  • La Riserva Naturale dello Stretto:

L’idea è di valorizzare percorsi naturalistici già esistenti che, partendo da S. Stefano Medio, attraversando i Monti Peloritani, si spingono fino a Rometta Superiore. Alcuni tratti sono carrabili, ma il progetto si rivolge al loro sfruttamento per farne itinerari da percorrere a cavallo, in mountain bike o per il trekking, utilizzando le aree attrezzate presenti per farne punti di ristoro ed eventualmente di pernottamento, e valutando la necessità di bonificare alcune zone che sono, di fatto, adibite a discariche abusive. Alcuni di questi percorsi sono stati resi inaccessibili con delle chiusure poste dalla Forestale, a cui bisognerebbe chiedere la collaborazione o il permesso per un’eventuale riapertura

  • Salvaguardia del Sistema delle Fiumare:

Il territorio che si affaccia sullo splendido scenario dello Stretto di Messina è caratterizzato sia sul versante siciliano sia su quello calabrese dal sistema delle fiumare. Un sistema orografico mortificato dall’opera dell’uomo che ha cementificato le fiumare, le ha ridotte in latrine negando quindi la principale vocazione del territorio. L’acqua rappresenta, in tale ottica l’elemento che connette, o che connetteva il sistema delle colline con quello dell’affaccio a mare. Un sistema longitudinale che invece di rappresentare la grande opportunità per il territorio si è purtroppo tramutato in una minaccia in occasione di ogni nubifragio. La valorizzazione di tale sistema passa innanzitutto dal recupero della funzione delle fiumare e dalla manutenzione delle stesse. Opere per le quali, dotandosi di adeguata progettualità, sarà possibile attingere a finanziamenti comunitari

  • Prevenzione Sismica imposta dalla P.A.:

controllo capillare degli edifici pubblici e privati del territorio dal punto di vista della adeguatezza della struttura rispetto alle spinte sismiche

  • Attuazione Piano Protezione Civile:

Appare urgente avviare una seria, adeguata ed efficace attività che allinei la Protezione Civile Comunale alle “Linee Guida Regionali”; l’attuale piano di emergenza appare infatti non adeguato e per molti aspetti inefficace ed inapplicato. Molteplici sono i rischi a cui il territorio comunale è sottoposto (sismico, idrogeologico, idraulico, tsunami, incendi, industriale, mobilità urbana, etc…) ed è fondamentale che, in sinergia con il recupero del territorio, sia avviata una efficace previsione di procedure di protezione civile, la cui funzionalità “prima, durante e dopo” le emergenze sia reale e non si limiti a grandi “esercitazioni” fini a sé stesse. Ancora viva la memoria delle tragedie che hanno colpito comune e provincia, Messina dovrebbe ormai essere “modello” di efficienza; così non è ma con un serio lavoro di pianificazione potrà diventare esempio di tutela del cittadino, diventare non solo “modello” ma “modulo replicabile”. Si propone quindi di dare atto, finalmente, a quanto previsto dalle normative di Protezione Civile soprattutto attraverso la prevenzione dei diversi tipi di rischio, tradotta in attività non solo “strutturali” (interventi massivi di messa in sicurezza, necessari ma anche lenti e dispendiosi) ma anche “non strutturali”: l’allertamento, la pianificazione degli scenari di rischio e dell’emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della protezione civile nonché l’informazione della popolazione. Tutto ciò anche attraverso metodi e strumenti tecnologicamente all’avanguardia ma dai costi sostenibili

  • Attivazione immediata delle UCL:

Il Piano di Protezione Civile prevede l’attivazione dei primi presidi territoriali, le UCL (UNità di Crisi Locale). Le UCL dovevano nascere nelle sedi delle Circoscrizioni ed i Presidenti delle medesime ne sono i responsabili, dell’attivazione, dell’informazione sul territorio e del funzionamento. Certo appare a dir poco folle che in un’area del rischio sismico ed idrogeolgico così grande non si siano ancora attivate. Neanche la giustificazione dei fondi, in questo caso sta in piedi vista l’esiguita dei costi delle attrezzature necessarie per attivarle. Ci impegniamo ad ttivarle entro i primi cento giorni di governo della Città

  • La sicurezza degli edifici – Cambio culturale:

L’idea è quella di coinvolgere porzioni della città e dei singoli edifici, attraverso i rappresentanti dei condomini, di attivare il monitoraggio dei propri stabili costruendo(si) il “fascicolo del fabbricato”, con tutte le informazioni e le trasformazioni che nel tempo gli stessi immobili, hanno subito. Tutto ciò potrebbe essere seguito in particolare nei confronti degli edifici di pregio e delle chiese. Il progetto si inserirebbe in una proiezione di trasformazione culturale del cittadino, facendo riappropriare il proprio tessuto urbano e allo stesso tempo trasmettere alle nuove generazioni, un approccio della cura del proprio bene in positivo. Sicurezza nell’immediato e cambio culturale nel relazionarsi con i propri concittadini, per il futuro. Da qui innumerevoli sbocchi occupazionali riconducibili a diverse categorie professionali, con possibilità di intercettare risorse finanziarie europee

  • Riattivazione del processo di Agenda 21 Locale:

Aggiornamento della relazione sullo stato dell’ambiente (rsa) che è uno degli strumenti previsti dal processo dell’Agenda 21 Locale

  • Certificazioni (ISO – EMAS) del Comune:

Avviare tutte le procedure propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni (ISO – EMAS) da parte dell’Amministrazione Comunale