Messina, il discorso di Renato Accorinti nel Salone delle Bandiere. Tutte le FOTO

SAM_0696Subito dopo l’insediamento, Renato Accorinti si è fermato ancora a Palazzo Zanca, nel Salone delle Bandiere, gremito di tantissime persone, accorse al comune per assistere alla proclamazione del nuovo sindaco di Messina. “E’ bello che si vede il mare” dice il prof No Ponte. “Ieri abbiamo scritto le ultime righe di una pagina straordinaria. Abbiamo scritto questa pagina di storia che, veramente, è un segno di grande libertà. Non era immaginabile tutto questo. Però dentro ognuno di noi c’era questa grande potenzialità. Questa storia, che io conoscevo, perchè sento quanto è la forza degli esseri umani. Noi siamo degli esseri veramente speciali. Tutti gli esseri umani lo sono. Questa forza che c’è dentro gli individui è la natura spirituale. Noi non dobbiamo avere più paura di usare parole d’amore, che diventano concretezza e poi questa parola, che ce l’hanno rubata: politica!“.

Abbiamo scritto una pagina pacifica - dice ancora Accorinti - fatta di coscienza alta. Siamo stati troppo umiliati e tutta questa energia è l’essere di ognuno di noi. Sono cadute le dittature proprio quando la gente ha messo via l’egoismo, via l’ignavia, ed è andata dritta a cercare di conquistare la libertà. Io sento l’energia passare dalla vostra mente, la tocco con le mani. Questa energia è la nostra forza, non dobbiamo più avere dei nemici. Sì, ci saranno delle differenze, non dobbiamo diventare buonisti e perdere di forza sulle cose che noi crediamo. Dobbiamo portare avanti le nostre opinioni. Questa lotta vale per ogni singolo individuo, per ogni cittadino, per ogni gruppo, ogni associazione, per la città, e per l’umanità intera, per tutti noi!“.

Poi, il comandante della Polizia Municipale, Calogero Ferlisi, ha fatto indossare nuovamente a Renato Accorinti la fascia tricolore e si è alzato un coro unanime: “Renato! Renato! Renato!”. “Mi aspettavo di tutto nella vita, ma non questo”. Poi ribadisce: “Le istituzioni sono sacre, ve lo dice un anarchico. Sono quelli che sono dentro le istituzioni che spesso le hanno dissacrate!”.

Foto di Alessandra Galizia