Messina, elezioni amministrative: Alessandro Tinaglia (Reset c’è!):”La nostra proposta, il nostro modo di proporci e di intendere la politica è stato democraticamente bocciato”

images“Non è un caso che questo comunicato riparta da un +1. Esordisce il candidato a sindaco di Reset c’è! Alessandro Tinaglia.
“Abbiamo reputato giusto che fossi io a tirare un primo bilancio dell’esperienza elettorale all’indomani di quella che, nei numeri, suona come una cocente sconfitta per il Sottoscritto, prima, e per il movimento che mi onoro di aver rappresentato, poi.
I numeri parlano chiaro.
La nostra proposta, il nostro modo di proporci e di intendere la politica è stato democraticamente bocciato.
Non ci appelleremo- continua- ai mostruosi errori nei seggi che ad oggi rendono “irreperibili” decine di voti di candidati e parenti, ad una legge elettorale che ha di fatto mortificato, quantomeno nei numeri relativi alla scelta del primo cittadino, una partecipazione di oltre il 70% dell’elettorato.
Rimangono, semmai, la consapevolezza di aver commesso numerosi errori e, al contempo, la certezza di aver prodotto, in questi ultimi due anni, un patrimonio di idee e soluzioni che restano a disposizione della Città.
Noi, come abbiamo più volte avuto modo di sostenere, non siamo nati per le elezioni e continueremo a portare avanti gli innumerevoli progetti che crediamo possano cambiare le sorti di Messina.
Lo faremo da cittadini, così come lo abbiamo fatto in questi due anni, al di fuori delle istituzioni partecipando al dibattito politico e mettendo a disposizione dei Messinesi il nostro impegno e le soluzioni elaborate.
Lo faremo perché vogliamo cambiare questa città ed abbiamo scelto di restare per riuscirci.
Se ovviamente mettiamo in discussione il modo in cui abbiamo raccontato il nostro lavoro alla città, se mettiamo in discussione la scarsa organizzazione sul territorio, se registriamo, fortunatamente,la nostra incapacità di uniformarci ad una dilagante cultura clientelare, ciò che continueremo a sostenere ed a portare avanti è l’approccio e la convinzione che la competenza e la conoscenza specifica delle questioni restino il solo modo per dare una possibilità a Messina.
Non credevamo di cambiare in due anni una cultura oramai sedimentata da decenni che vede Messina soffrire della “sindrome di Stoccolma” ma sapevamo che la “rivoluzione culturale” che immaginiamo parte da un impegno continuo e dalla distanza da quelle regole della politica che i numeri e le scelte dei nostri concittadini hanno, purtroppo di fatto, confermato attraverso il voto come le più valide.
Nel ringraziare- in conclusione- tutti gli attivisti, i simpatizzanti e gli elettori che hanno invece scelto un “modo altro” di vedere l’impegno politico confermiamo, quindi, che reset! c’è e che riparte dagli errori commessi e dall’enorme lavoro fatto in questi due anni.
Chi continuerà ad accompagnarci nel nostro cammino dimostrerà, ancora una volta e con i fatti, che la scadenza ed il risultato elettorale non erano e non sono il primo ed unico obiettivo di chi ha scelto di lavorare nell’interesse della città, anche se la città, per nostra colpa, non lo ha ancora percepito.
Abbiamo, però, il tempo per riparare agli errori commessi e dimostrare, ancora una volta, che facciamo, sempre, ciò che diciamo.
E questa è una risorsa, ne siamo certi, non soltanto per noi ma per tutta la città”.