Messina, 16 arresti per estorsione: pizzo anche sui lavori post-alluvione. I nomi e i dettagli

arresto-con-manetteIl ritrovamento di una bottiglia incendiaria e di un accendino su una macchina operatrice in un cantiere edile a Itala, nei pressi di Messina, hanno dato il via alle indagini dei carabinieri che si sono concluse stamattina con sedici arresti, nove in carcere e sette ai domiciliari. Veniva imposto il ‘pizzo’ pure sui lavori di risanamento a Scaletta Zanclea dopo la catastrofica alluvione del 2009. In particolare, e’ stato scoperto un tentativo di estorsione ai danni di un’impresa edile che si era aggiudicata lavori di urbanizzazione per conto del Comune di Italia, e alla quale erano state chieste assunzioni in cambio della protezione, oltre che il pagamento di una somma pari al 3% del valore dell’appalto. Le intercettazioni hanno svelato anche un’ estorsione ai danni di una ditta impegnata in lavori per l’alluvione del 2009 a Scaletta Zanclea. Questa stessa impresa era stata anche costretta a subappaltare parte della commessa a uno degli indagati. I sospetti degli investigatori si sono inizialmente concentrati su Salvatore Culici, un ex autotrasportatore, e su Filippo Pino. Dalle indagini e’ poi emerso che a Culici faceva riferimento anche un gruppo di spacciatori di droga attivo tra Itala, Scaletta Zanclea e Giamplieri. Sequestrati 800 grammi di marijuana. Gli arrestati sono Salvatore Culici, 34 anni, Filippo Pino, 40 anni, Massimo Longhitano, 40 anni, Andrea Freni, 30 anni, Francesco Viola, 21 anni, Antonio Bonfiglio, 23 anni, Vittorio Tamburella, 25 anni, rosario Tamburella, 54 anni, Antonino Tavilla, 23 anni. Ai domiciliari Giusi Ferraro, 31 anni, Maria Culici, 41 anni, Luciano Daidone 51 anni, Jonatan Cosentino, 28 anni, Agatino Interdonato 36 anni, Giuseppe De Luca, 33 anni, Antonino Briguglio, 33 anni. I carabinieri hanno inoltre notificato sette misure dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziari nei confronti di altrettanti indagati a piede libero.