Lo Giudice, effetto memoriale: processo rinviato al 2 ottobre. Paralisi dell’attività giudiziaria reggina

antonino-lo-giudiceIl memoriale dell’ex collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice sta sortendo i primi effetti di paralisi dell’attività giudiziaria reggina.

Dopo le accuse alla “cricca di magistrati” operante a Reggio e che avrebbero minacciato Lo Giudice per convincerlo a dare una versione distorta dei fatti, ieri c’è stato il primo rinvio di un processo che si sarebbe dovuto concludere e che vede alla sbarra degli imputati proprio quel clan Lo Giudice, la cui esistenza invece l’ex pentito detto “Il Nano” nel suo memoriale ha smentito categoricamente.

L’avvocato Giuseppe Nardo, uno dei due penalisti che insieme all’avvocato Francesco Albanese ha ricevuto la missiva di Lo Giudice, ha chiesto l’acquisizione del memoriale agli atti e il Presidente della Corte d’Appello, Iside Russo, ha accolto la richiesta e addirittura non ha escluso la riapertura dell’istruttoria Tribunale di Reggiodibattimentale.

Quanto scritto da Lo Giudice, infatti, fornirebbe una versione diametralmente opposta da quanto finora sostenuto dall’accusa nel giudizio d’appello, che si sta svolgendo con rito abbreviato; si potrebbe rivalutare il reato della detenzione illegale di armi e, dunque, le posizioni processuali degli imputati tra cui spiccano la compagna dello stesso Lo Giudice, Madalina Turcanu, il pentito Consolato Villani e Consolato Romolo, titolare dell’armeria in cui sarebbero state occultate le armi, potrebbero essere riviste.

Per un processo aggiornato al 2 ottobre prossimo un altro inevitabilmente si aprirà per fare chiarezza sulla vicenda. Sicuramente Reggio Calabria non potrà essere il Tribunale di competenza visto il conflitto d’interesse in riva allo Stretto (ancora infatti a Reggio operano il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il Pm Beatrice Ronchi ndr) né Roma dove uno dei principali accusati da Lo Giudice è proprio il Procuratore Capo Giuseppe Pignatone.

Dalle prime indiscrezioni trapelate sembrerebbe che il fascicolo di indagini venga trasferito a Catanzaro per competenza e in una fase successiva a Perugia.

Il memoriale Lo Giudice sembra, quindi, stia scatenando un effetto domino sui processi in riva allo Stretto.