Le indagini dell’ispettore FELICINO – N.9

felicinoE’ da due settimane che tutti gli ispettori del Servizio di Prevenzione stanno facendo controlli nei cantieri edili della zona. Quasi in ogni cantiere sono state evidenziate carenze alle norme di sicurezza e in diversi casi è stata riscontrata la presenza di lavoratori non assicurati che, in due cantieri, alla vista degli ispettori sono scappati, correndo come se avessero una belva alle calcagna.

Questi controlli erano stati organizzati insieme al Comando provinciale dei carabinieri e l’ispettore Felicino, com’era successo altre volte, stava effettuando le ispezioni in compagnia del maresciallo Balletti, persona molto preparata, con il quale condivideva il ‘modus operandi’ da tenere durante le ispezioni.

La mattinata era trascorsa tranquilla con qualche diffida, ma senza elevare contravvenzioni. Ora, dopo aver pranzato, avevano ripreso le ispezioni e nel loro programma di lavoro c’era un cantiere, un po’ fuori città, dove stavano rifacendo completamente il tetto per installare anche dei pannelli fotovoltaici, oggi tanto di moda. Pensò che tra qualche anno se fosse salito su una torre o un campanile avrebbe visto un ben campo di pannelli fotovoltaici, invece dei caratteristici coppi toscani o marsigliesi e pensò che le cicogne non avrebbero più nidificato nei comignoli dei vecchi palazzi, perché sicuramente quei pannelli, che riflettevano tutto e quindi anche la loro immagine, avrebbero creare ai poveri uccelli stress di sovrappopolamento.

Con questi strani pensieri (qualcuno avrebbe detto da uomo preistorico) arrivò, insieme al maresciallo, nel cantiere. Fu colpito subito dalla vista di una signora ultraottantenne che era seduta su una sedia in un angolo del cantiere, comunque lontana da eventuali situazioni di rischio per la sicurezza. Era come se si fosse mummificata, non dava un sintomo di vita.

Durante il sopralluogo nel cantiere li accompagnò il titolare dell’impresa appaltatrice, il quale cercò di giustificare la presenza della signora dicendo “Quella è la proprietaria”. Il sopralluogo non evidenziò carenze prevenzionistiche e quindi i due funzionari chiesero di poter visionare il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e di conoscere il nominativo del Coordinatore per la progettazione e del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, designati dalla committente.

L’impresario, con un’aria che traspariva sicurezza e arroganza, tirò fuori i suoi documenti e il suo Piano Operativo di Sicurezza e disse “È tutto qui ispettore. La signora è si quella che ha commissionato il lavoro, ma è una privata cittadina e non ha niente a che vedere con gli obblighi che tutelano i lavoratori e sanzionano i datori di lavoro. Non si può certo dire che la signora, che è pure una pensionata, sia un datore di lavoro. Vero ispettore?” L’ispettore Felicino, mentre tirava fuori dalla borsa il blocchetto dei verbali e dopo aver guardato il suo momentaneo collega Balletti, si avvicina alla signora che intanto, avendo capito che qualcosa non andava per il verso giusto, si era ringalluzzita, e sempre accompagnato dall’impresario  spiegò che l’art. 89 del D.Lgs 81/08 al punto 1 lettera a) definisce come committente “il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata”. Quindi, a voce alta, ma educata, dice: “Il committente deve adempiere ad una serie di obblighi, tra cui alla designazione del coordinatore per la progettazione e di quello per l’esecuzione dei lavori e trasmettere al Comune la notifica preliminare. Come riportato nell’art. 90 del D.Lgs 81/08, rispettivamente, nei punti 3, 4 e 9 lettera c)”. Il maresciallo ad integrazione di quanto detto dall’ispettore Felicino aggiunse che le due  sanzioni prevedono una, l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro e l’altra l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro.

A cura di Studio SGRO

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