Le indagini dell’ispettore FELICINO – N.8

felicinoOggi l’ispettore Felicino deve effettuare un controllo nello stadio della squadra di calcio.  Deve controllare se l’impianto elettrico rispetta i requisiti d’idoneità e se è stato verificato con la periodicità di legge. C’è stato un principio d’incendio e un esposto gli impone di accertare che l’impianto sia sicuro e che non ci siano rischi di folgorazione.

Con il progetto dell’impianto in mano, Felicino visita tutte le aree dello stadio, soffermandosi di tanto in tanto per verificare la rispondenza tra quando realizzato ed il progetto stesso. Arrivato nella tribuna coperta si accorge che da lì la vista spazia su tutto il campo e fu allora che quella parte infantile che aveva dentro, si impossessò dell’ispettore, chiuse gli occhi e vide lo stadio stracolmo di tifosi urlanti e le due squadre in campo. Non è un tifoso Felicino, e come nella vita di tutti i giorni tifava per il migliore. Questo, forse perché era uno sportivo, o magari, più realmente, perché provava una sorta di piacere ad essere felice, non a salire sul carro del vincitore, bensì a festeggiare, così da stringere mani, complimentarsi, ricevere sorrisi. Era successo realmente che durante una partita, tifava ora per una squadra, ora per l’altra e pertanto era sempre a battere le mani, ad incitare, a gioire. Qualche volta rischiò pure di essere malmenato, e non solo verbalmente, dai tifosi che gli stavano vicino e non riuscivano a capire quel suo comportamento. Ma quel mondo festoso aveva anche un rovescio della medaglia, in quanto spesso (forse per rancori sociali, per un errato concetto del diverso o per un nuovo modo dei giovani di esibire la loro esuberanza) Felicino aveva assistito a fenomeni di violenza verbale e di razzismo rivolto ai calciatori della squadra avversaria.

Ultimato il sopralluogo, senza riscontrare carenze o difformità, chiede di poter visionare la denuncia dell’impianto di messa a terra e delle scariche atmosferiche e i verbali delle verifiche periodiche. Viene accompagnato negli uffici e qui ha modo di verificare tutta la documentazione tecnica. Si accorge che l’ultima verifica degli impianti porta una data di oltre due anni addietro. Ha un moto di stizza accompagnato dal suo tic a muovere la testa di lato, dovuto al dispiacere di dover fare una contestazione. Si gira verso il Presidente della squadra, che era li vicino e gli dice “Il datore di lavoro deve provvedere affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo almeno ogni due anni, per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. Qui non è stato fatto, quindi è stato violato l’art. 86, punto 1, del D.Lgs 81/08”. Riportò tutto sul verbale e spiegò che la sanzione era di natura amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro.

A cura di Studio SGRO

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