Lamezia Terme, L’Udc critica l’operato del sindaco Speranza

images“Alla luce di quanto- dice Di Biase del coordinamento provinciale dell’Udc- sta succedendo all’interno del “governo Speranziano” siamo certi che se l’UDC, o il Centro Dx, avessero avuto la responsabilità governativa, “i centro sinistra e SEL “avrebbero fatto “ferro e fuoco” per mandare a casa un governo fallimentare e distante dai problemi della città! Allora anche noi ci sentiamo di affermare: IL Sindaco sicuramente non ha la maggioranza! Di conseguenza, scelga di chiudere la sua esperienza.
Insomma: PSC- MULTISERVIZI E LA SUA PROSPETTIVA-ROM-FIERA-API-PIANO SPIAGGIA-TERME-PORTO ECC. (giusto per citarne solo alcuni temi) in questi lunghi anni rimangono fermi, insoluti e ciò è una evidente perdita per lo sviluppo della città-
Finora abbiamo assistito ad un governo nato nell’artifizio e nella precarietà, vissuto nell’incertezza ed oggi miseramente con le valigie in mano.
Intanto, dobbiamo affermare, a scanso di equivoci:
a) che noi siamo l’opposizione: sempre responsabile, ma opposizione;
b) che la città è ingessata e il governo Speranza ha fallito;
c) e soprattutto, che il centro sinistra, dopo circa un ventennio, si sgretola sempre più nel suo interno e Lamezia è la prima degli ultimi.
Non sono servite – continua Di Biase- neanche le azioni di responsabilità dell’opposizione per favorire la crescita della città, le nuove energie – come l’entrata in campo del Senatore Petronio, seppur ostacolato per tenerlo fuori dal consiglio comunale – a salvare il fragile governo Speranza: l’emorragia, lo scollamento, le lotte intestine, le giunte monche, le prese di distanza continue, il ricercare di volta in volta una maggioranza, l’approvazione di un bilancio fuori tempo, un programma dal vissuto nel quotidiano, danno il segno che la fine della giunta è … giunta.
Il governo cittadino boccheggia ed il fatidico panettone è a rischio!
Sicuramente ben cinque consiglieri che prendono le distanze dalla maggioranza “speranziana” sono un segno evidente di vuoto politico e inconsistenza programmatica: ognuno di essi ha segnalato – con motivazioni solide e circostanziate – la sfiducia creatasi.
L’ultima ad abbandonare la “nave in avaria” è stata la Consigliera Falvo la quale – con fermezza – ha ribadito il fallimento dei “sellini” e di quanti (soprattutto dietro le quinte) in questi anni hanno manovrato per il (tragico) risultato in cui oggi si trova la città.
Quale “dito” potrà nascondere le gravissime affermazioni della la dott.ssa Falvo, che afferma: “E’ un disagio grave quello che avverto rispetto al totale mutamento della linea politica che è venuta a delinearsi via via in questi ultimi anni fino ad arrivare oggi ad una situazione che definire confusa è un pietoso eufemismo. Un centro sinistra, dove paradossalmente gli avversari diventano alleati e coloro che hanno contribuito al risultato elettorale diventano avversari”. Un corposo atto di linee programmatiche votate dalla maggioranza nell’agosto del 2010 il quale oggi, può essere definito un piccolo bonsai, confezionato in bomboniera dai soliti affabulatori ed utilizzabile solo per creare nuove maggioranze”. Giunte composte da assessori venuti da lontano, ed amici d’infanzia. La spaccatura con il Pd, che esiste anche per un problema di “progressiva sellizzazione, nel senso di Sinistra Ecologia e Libertà del gruppo decisorio vicino al sindaco e del tentativo di fare nuovi proseliti tra i consiglieri della maggioranza e di Progetto Lamezia”, considerato il nuovo ruolo del Sindaco oggi anche segretario regionale del suo partito.
Cosa doveva essere detto ancora? Qualcuno risponderà a queste gravi accuse? E gli altri quattro consiglieri fuoriusciti sono (o no?) una prova di un fallimento totale e generale?
Ed infine- conclude- il sindaco, quando deciderà d’essere finalmente coerente, non solo con la situazione politica, ma anche con la sua stessa dignità?”