“Don Panino”: Rete 100 Passi lancia una petizione contro il pub di Vienna con i nomi di boss nel menù

menu ”La memoria di Falcone e Impastato non puo’ essere offesa da un panino austriaco”, e’ lo slogan con cui Rete 100 passi ha lanciato la petizione sul sito change.org (https://www.change.org/it/petizioni/la-memoria-di-falcone-e-impastato-non-pu%C3%B2-essere-offesa-da-un-panino-austriaco ) indirizzata al ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino e che ha gia’ superato le 7300 firme, insieme a un’altra petizione sul web contro l’idea di pessimo gusto del locale ‘Don Panino’ di Vienna di inserire nel menu’ piatti che hanno i nomi di boss e vittime di cosa nostra. Il locale, aperto da italiani, al momento e’ chiuso; sulla pagina Facebook dell’esercizio l’ultimo messaggio dei gestori risale al 19 gennaio, ma questo non ha frenato le centinaia di utenti che hanno segnalato la pagina Facebook e riempito la bacheca di proteste e insulti. Sono due gia’ le petizioni on line su internet, l’altra petizione, che ha raccolto 950 firme, e’ stata lanciata sulla piattaforma Causes.com da un gruppo di italiani residenti a Vienna per chiedere all’ambasciata italiana di intervenire. Peppino Impastato, l’attivista di Cinisi massacrato da cosa nostra nel 1978, e’ stato definito ”un siciliano dalla bocca larga, cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”, mentre il giudice Giovanni Falcone, assassinato a Capaci nel 1992 e’ ”il piu’ grande rivale della mafia di Palermo, ma purtroppo sara’ grigliato come un salsicciotto”. ‘‘Ho intenzione di firmare la petizione on line e fare qualunque cosa contro questa idea avvilente, chi l’ha avuta non ha dignita’ e il locale andrebbe chiuso per sempre, provo solo rabbia”, ha detto Nicoletta Scimeca, commerciante aderente al comitato Addiopizzo; insieme alla famiglia di Caccamo (Pa), vittima di estorsione, e’ stata tra i primi ad aderire alla campagna di consumo critico contro il racket.