Cosenza, celebrato il 239esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. Bilancio delle attività nei primi 5 mesi dell’anno

imagesNei primi 5 mesi del 2013 la Guardia di Finanza di Cosenza ha:
- confiscato beni alla criminalità economica ed organizzata per oltre 10 milioni di euro; avanzato proposta di sequestro di beni per oltre 13,7 milioni di euro;
- sequestrato beni ad evasori fiscali per oltre 946 mila euro;
- individuato 131 lavoratori irregolari ed in nero;
- denunciato 91 falsi poveri;
- eseguito 2.485 controlli, in tutto il territorio della provincia, sulla corretta emissione di scontrini e ricevute, riscontrando irregolarità nel 42% dei casi;
- sequestrato 2.881 prodotti contraffatti e circa 10 kg di droga.
“Fiamme Gialle vicine al Cittadino”. Gli effetti della crisi, che i cittadini avvertono vedendo affievolite le loro prospettive di benessere, hanno ampliato l’interesse dell’opinione pubblica verso i temi dell’economia, spesso prerogativa dei soli addetti ai lavori. In questo contesto, la Guardia di Finanza si pone quale Istituzione chiamata a svolgere un ruolo primario, costituendo la Forza di Polizia tenuta a preservare la sicurezza economica e finanziaria del Paese. E’ una responsabilità che il Corpo detiene da tempo e di cui oggi, ancor più che in passato, deve rendere conto alla cittadinanza per soddisfare un’imprescindibile esigenza di trasparenza.

La Festa del Corpo è la giusta occasione per illustrare, documentare un bilancio dei risultati raggiunti nei primi cinque mesi di quest’anno attraverso le molteplici attività svolte a contrasto all’”economia sommersa”, alle “frodi fiscali”.

LOTTA ALL’EVASIONE E ALL’ELUSIONE FISCALE

Le attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale – obiettivo prioritario e strategico della missione di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza ai fini della tutela degli interessi erariali – è stata realizzata attraverso nr. 382 interventi ispettivi, articolati nella duplice tipologia:
- delle verifiche sostanziali: nr. 82 per la ricostruzione dei volumi d’affari effettivamente realizzati dai contribuenti;
- dei controlli: nr. 300 per il riscontro di singoli atti di gestione ugualmente incidenti sulla determinazione del reddito imponibile.
Gli interventi hanno consentito di constatare oltre 44,7 milioni di euro di base imponibile sottratta al prelievo fiscale ed oltre 19,5 milioni di euro di evasione I.V.A.
L’azione contro i patrimoni illecitamente accumulati ed a garanzia della pretesa erariale trova riscontro nei sequestri già eseguiti, per oltre 946 mila euro, ed in quelli proposti all’Autorità Giudiziaria, pari a 9,5 milioni di euro, oltreché nell’elevato numero di adesioni spontanee dei contribuenti ai rilievi mossi dai Reparti del Corpo, per oltre 2,2 milioni di euro sottratti al Fisco.
Particolarmente significativo, a questo proposito, è il dato che emerge dalle attività di contrasto all’economia sommersa, grazie all’aumento della pressione ispettiva esercitata per “scovare” evasori totali e paratotali.
Sono stati scoperti infatti:
- nr. 40 evasori totali (soggetti sconosciuti al fisco);
- nr. 6 evasori paratotali (soggetti che, pur essendo noti, risultano aver evaso per cifre superiori al 50% di quelle dichiarate),
che hanno sottratto all’Erario base imponibile per oltre 33,4 milioni di Euro, pari al 75% di quella complessivamente constatata e IVA per oltre 6,4 milioni di Euro.

Altrettanto incisiva è stata l’azione ispettiva rivolta alla individuazione di lavoratori irregolari.

I dipendenti Reparti hanno incentrato l’attività di vigilanza sul fenomeno del lavoro sommerso nel settore agricoltura, edilizia, ristorazione, distribuzione alimentare, artigiani, abbigliamento, distributori di carburanti.

L’impegno, concretizzatosi attraverso “interventi a massa” periodici, è stato premiato con la scoperta di ben n. 131 posizioni lavorative irregolari, di cui n. 100 completamente “in nero”. Le corrispondenti violazioni sono state contestate a 57 datori di lavoro.

3.166 i controlli strumentali effettuati, di cui:
- nr. 2.459 in materia di ricevute e scontrini fiscali, di cui con esito irregolare 42%;
- nr. 645 nel settore del trasporto delle merci;
- nr. 62 su indici di capacità contributiva.

CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA NAZIONALE E COMUNITARIA.

Parallelamente all’impegno nella lotta all’evasione fiscale, la Guardia di Finanza ha ulteriormente intensificato l’azione a tutela delle uscite del bilancio pubblico, coerentemente con le esigenze di contenimento della spesa e dei processi di spending review.
Nell’ambito delle attività investigative svolte a tutela della spesa pubblica è da evidenziare l’esito di un’indagine conclusa nel corso dell’anno dalla dipendente Tenenza di Scalea, che ha portato alla scoperta di una considerevole frode in danno al Servizio Sanitario Nazionale e all’individuazione di ben 53 falsi poveri (operazione “Free Tickets”), per aver attestato una situazione reddituale non veritiera al fine di ottenere il mancato pagamento del ticket sanitario.
Altri 8 soggetti sono stati denunciati alle Procure della Repubblica, di cui uno in stato di arresto, responsabili di frodi per complessivi 843 mila euro, per aver indebitamente ottenuto pensioni, assegni o rendite per inabilità ed invalidità per inabilità ed invalidità e indennità agricole.
Con riferimento a sprechi ed irregolarità nell’amministrazione pubblica, i Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza hanno condotto 14 interventi, d’iniziativa o su delega della Corte dei Conti, accertando danni all’Erario per oltre 2,7 milioni di euro

AGGRESSIONE DEI PATRIMONI DELLA CRIMINALITA’ ECONOMIA ED ORGANIZZATA

Il contrasto alla criminalità organizzata ed economica costituisce una priorità strategica della Guardia di Finanza. Lo scopo è, da un lato, quello di aggredire i capitali illecitamente accumulati, attraverso la confisca di beni e proventi delle attività delittuose oltreché delle aziende finanziate con capitali mafiosi e, dall’altro, prevenire la formazione di patrimoni criminali, attraverso l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, le ispezioni antiriciclaggio ed i controlli transfrontalieri sui movimenti di valuta.
In particolare, sono stati eseguiti accertamenti patrimoniali antimafia nei confronti di 33 persone che hanno portato a proporre all’Autorità Giudiziaria competente richieste di sequestro per oltre 13,7 milioni di euro. A oltre 10 milioni di euro ammonta il valore dei beni confiscati da inizio anno e, quindi, definitivamente entrati nel patrimonio dello Stato.
La lotta al riciclaggio di capitali “sporchi” è stata sviluppata attraverso 2 indagini di polizia giudiziaria e l’approfondimento investigativo di 62 segnalazioni di operazioni sospette per intercettare i flussi finanziari di provenienza illecita, individuando oltre 306 mila euro oggetto di riciclaggio ovvero di trasferimento illecito in denaro contante e titoli.
Inoltre, sono stati denunciati 58 responsabili di reati bancari, finanziari, societari e fallimentari unitamente ad 1 usuraio, tratto in arresto.

LOTTA AI TRAFFICI ILLECITI

Le indagini antidroga hanno portato al sequestro di circa 10 kg di sostanze stupefacenti, di cui 1,08 di cocaina, 5,1 eroina, 3,8 hashish e marijuana e restanti altre droghe e all’arresto di 15 responsabili.
I sequestri di prodotti contraffatti o insicuri, di 2.881 pezzi, confermano invece, le tendenze di questi ultimi anni, segno che il mercato del falso sembra non conoscere crisi. Si tratta di un fenomeno criminale che determina gravi conseguenze sul mercato e sui cittadini consumatori: evasione fiscale e contributiva, riciclaggio, sfruttamento del lavoro nero e irregolare, favoreggiamento e utilizzo dell’immigrazione clandestina, rischi per la salute dei consumatori.