Afghanistan, morte La Rosa, ministro Mauro: “L’attentatore ha 20 anni e ha lanciato l’ordigno attraverso una botola”

 E’ stato arrestato il presunto amario-mauro-ttentatore dell’attacco di sabato scorso a Farah in Afghanistan e di quello di ieri nella stessa area che non ha provocato vittime italiane. Lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro riferendo alla Camera che l’uomo, di circa 20 anni, si chiama Walick Ahmad ed ha reso ‘‘piena confessione assumendosi tutta la responsabilita”’ dei due atti. I fatti, ha aggiunto, dovranno comunque essere accertati dalla magistratura.
Un giovane, di eta’ valutata di circa 20 anni, barba corta, vestito in abiti marroni, che stava parlando con un poliziotto dell’Afghan National Police, al lato della strada, nei pressi di un assembramento di persone, e’ salito velocemente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla”. E’ il profilo dell’attentatore tracciato in aula stamane dal ministro della Difesa, Mario Mauro.

L’attacco al convoglio italiano, in fase di rientro alla base -ha spiegato il ministro della Difesa ricostruendo in Aula la dinamica dell’attentato- e’ “iniziato con il rallentamento in prossimita’ di un incrocio, all’interno del centro abitato, provocato, oltre che dalla conformazione stradale, da due Toyota e da un’autocisterna che procedeva in senso inverso. All’arrivo dei mezzi italiani, l’autocisterna si allontanava, mentre una delle due Toyota si portava in mezzo alla carreggiata fermandosi e provocando l’arresto del convoglio (immediatamente il conduttore scendeva e si allontanava) mentre la seconda agiva da blocco in coda al convoglio stesso“. A questo punto l’attentatore, “che stava parlando con un poliziotto dell’Afghan National Police, al lato della strada, nei pressi di un assembramento di persone, e’ salito velocemente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla”. ”La granata cadeva nella parte posteriore del veicolo occupata dal capitano La Rosa”, ha proseguito Mauro. ”L’ufficiale -ha concluso- gridava tre volte ‘Granata’ e valutata l’inutilita’ di evacuare il mezzo, si interponeva fra l’ordigno e i commilitoni per ridurre gli effetti dell’esplosione”.

Ad esplosione avvenuta, ha proseguito Mauro ricostruendo la dinamica dell’attentato, “il conduttore del Vtlm ha cercato di inseguire l’assalitore, senza raggiungerlo. A questo punto il comandante della pattuglia, considerata la gravita’ dell’evento e la possibilita’ di un imminente successivo attacco coordinato, constatato che il mezzo era ancora funzionante, disponeva l’immediato rientro presso la Fob Dimonios, ove giungeva poco dopo. Il poliziotto che era stato visto nell’incrocio all’inizio del fatto, si e’ dileguato, nonostante fosse stato sollecitato a fornire supporto”. La situazione del capitano La Rosa -ha ricordato Mauro- ”e’ apparsa subito grave, meno gravi le condizioni degli altri tre occupanti il Vtlm”. La morte di La Rosa “e’ stata constatata poco dopo“. Due dei feriti, il maresciallo ordinario Dario Chiavello, che ha riportato “un trauma acustico con ipoacusia“, e il maresciallo capo Giovanni Serio,ferito da schegge agli arti inferiori”, “saranno domani in Italia”, mentre il capitano Michele Buccelli, che lamentava “escoriazioni al volto”, “e’ gia’ rientrato in servizio”.