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Trasporti pubblici Calabria, Magarò: “stato attuale penalizza categorie più deboli”

Salvatore Magarò“Lo stato attuale dei trasporti pubblici, ferroviari e su gomma, e più in generale dei servizi sociali erogati ai cittadini calabresi penalizza ormai in termini inaccettabili le categorie più deboli e i ceti più disagiati, già gravemente impoveriti dalla disoccupazione e dagli altri effetti devastanti della crisi economica”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale Salvatore Magarò sottolineando “l’urgenza di dare risposte ai cittadini, alle famiglie e alle piccole imprese, prima che la popolazione perda la fiducia nel futuro, si arrenda allo scoraggiamento, precipiti definitivamente nella disperazione”.

L’allarme di Magarò chiama in causa le politiche di governo nazionali e gli enti locali ma non risparmia certo la Regione. “Molte cose sono state fatte, certo, ed anche importanti – afferma l’esponente politico – ma non bastano sicuramente. Tanti, troppi diritti sono stati riconosciuti ma poi nella pratica non sono vigenti, restano sulla carta. I trasporti pubblici calabresi, urbani ed extraurbani, assumono una rilevanza particolare, oggi che tantissimi pendolari, giovani, donne e anziani sono costretti a rinunciare all’uso delle automobili private. Eppure si assiste a tagli, a riduzioni di linee e tratte, alla negazione di agevolazioni, pure espressamente previste dalle leggi approvate dal Consiglio regionale”.

“Ne volete qualche esempio? – continua Magarò – Da anni esistono norme che prevedono agevolazioni tariffarie per usufruire del trasporto pubblico locale sulla rete regionale urbana ed extraurbana, riguardano tra l’altro gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro, gli invalidi civili, le persone sordomute. Tessere di libera circolazione sull’intera rete regionale sono riservate ai non vedenti con cecità assoluta e gli invalidi di qualsivoglia categoria con totale e permanente inabilità lavorativa e con diritto all’accompagnamento, nonché agli ipovedenti. Agevolazioni tariffarie sono inoltre riservate ai soggetti titolari di pensione minima o integrata al minimo corrisposta dall’INPS o da altri Istituti previdenziali ed agli studenti ed ai lavoratori dipendenti che utilizzano autoservizi extraurbani di linea per raggiungere la scuola ed il posto di lavoro. Io mi chiedo, e chiedo, perché queste norme non vengono attuate. Mi aspetto delle risposte, oltre che un impegno straordinario e forte per rilanciare i trasporti in termini di efficacia, e per adeguare i servizi sociali alle nuove esigenze dei cittadini calabresi, specie dei più deboli”.