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Teatro “V. Emanuele”: rinvio operetta “Eterno Amore”, arriva la reazione dei sindacati

Teatro Vittorio EmanueleÈ di ieri la notizia del rinvio, probabilmente al mese di ottobre, dell’operetta “Eterno amore”, in programma al Teatro “Vittorio Emanuele” nei giorni 24, 25 e 26 maggio. L’E.A.R., in una nota, afferma che la sospensione “è stata resa necessaria da motivi tecnico-contabili che non consentono l’assunzione di nuovi impegni di spesa immediata dopo la conclusione, il 30 aprile scorso, dell’esercizio provvisorio“. La stessa E.A.R. comunque afferma che la situazione dovrebbe essere regolarizzata nei prossimi giorni, e gli altri spettacoli in programma non dovrebbero subire alcun rinvio. Ecco però la reazione delle OO.SS., SLC-CGIL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL, S.A.Di.R.S.:

Non vi è alcun “eterno amore” per il teatro, ma ancor meno amore e capacità a guidare e gestire l’unico polo culturale storico di Messina!! …., così come non vi è amore per i suoi abbonati, per gli amanti della cultura, per i dipendenti e per gli artisti messinesi da parte della dirigenza del Vittorio Emanuele.

Piuttosto, è con l’assunzione di queste scelte dettate da non meglio esplicitati motivi “tecnico-contabili” che si manifesta, sempre con maggiore evidenza, la totale incapacità gestionale di questa amministrazione, o di ciò che ne rimane dopo le ultime dimissioni dei componenti il C.d.A..

Lo affermano le OO.SS. Territoriali di SLC-CGIL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL e S.A.Di.R.S., appresa la notizia dagli organi di stampa che (in quanto questa dirigenza continua a non esercitare l’interlocuzione con le nostre sigle sindacali) l’operetta eterno amore, prevista per i giorni 24,25 e 26 maggio, è stata rinviata a data da destinarsi per esigenze tecnico-contabili.

Ancora una volta le scelte adottate dalla dirigenza, penalizzano il lavoro degli artisti locali. Per questi lavoratori, che avrebbero avuto la possibilità di essere assunti, anche se per pochi giorni, sarebbe stata una boccata d’ossigeno sotto l’aspetto economico che, in tempi di magra come questi, sarebbe stato certamente accettato di buon grado.

Auspichiamo ormai, affermano ancora i responsabili delle quattro Organizzazioni Sindacali, che presto si ponga fine a questa “improvvisazione” nella programmazione delle stagioni artistiche, ma soprattutto si metta la parola FINE sull’attuale conduzione dell’Ente, attraverso una presa di posizione e delle scelte non più rinviabili, da parte delle Istituzioni Regionali, così per come affermato unanimemente da tutti i componenti la V commissione all’ARS, durante l’audizione del 15 maggio u.s. .