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Spese per il personale regionale, Tosi: “Campania, Calabria, Sicilia e Lazio spendono molto di più delle altre regioni”

‘E’ necessaria una legislazione d’Emergenza per le spese per il personale delle Regioni che spendono molto di piu’ della media”. La pressante richiesta e’ stata fatta dal sindaco di Verona Flavio Tosi nel corso di un convegno nell’ambito del festival dell’Economia di Trento. ”Ci sono alcune Regioni che rispetto ai costi standard spendono molto di piu’, in primis sono le Regioni a statuto speciale, ma in genere a parte da Sicilia, hanno speso bene. In Sicilia la politica ha sperperato le risorse disponibili in gran parte per il personale, creando enormi sacche di improduttivita’ – ha polemizzato Tosi – con Comuni che hanno molto piu’ personale di comuni con lo stesso numero di abitanti del Nord”. ”Campania, Calabria, Sicilia e Lazio spendono molto di piu’ nella media delle alTRe Regioni: lo stato spende in queste quattro regioni 30 miliardi in piu’, che sono una cifra enorme. Non tutto il Sud e’ in questa situazione – ha sottolinea Tosi – ad esempio, la Basilicata e’ un esempio positivo”.

Cosi’ per il sindaco di Verona non c’e’ dubbio: ‘‘lo stato deve definire dei costi standard e si devono impegnare le regioni A ridurre gli sprechi che oggi ci sono. In settori come quello dei servizi e delle forniture lo si potra’ fare piu’ facilmente – ha spiegato Tosi – il problema si porra’ rispetto alle spese di personale, con Regioni che hanno centinaia di migliaia di dipendenti in piu’ rispetto alla media. L’azione di riduzione e’ necessaria altrimenti la situazione andra’ sempre piu’ peggiorando. Ricordiamoci della Grecia che ha pattuito con la Ue il licenziamento di migliaia di dipendenti pubblici”. Secondo Tosi ”e’ necessaria una legislazione di emergenza che sancisca che il personale in piu’ di alcune regioni venga trasferito alle Regioni che hanno personale in meno, e deve essere consentito il trasferimento del personale pubblico a settori veramente produttivi, con misure di carattere straordinario di conversione del personale verso questi settori, anche se lo stipendio verra’ sempre pagato dal pubblico”. ”Non so se si riuscira’ in questo – ha concluso – e non so se sia il caso di essere ottimisti, perche’ oggi a livello romano non credo sia sia compresa la drammaticita’ della situazione e non si sono prese finora le misure adeguate”.