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Sicilia, Zichichi: “la rivoluzione di Crocetta non c’è stata”

zichichiLa rivoluzione annunciata da Crocetta nell’ambito dei beni culturali non c e’ stata affatto”. Cosi’ il fisico Antonino Zichichi, da ex assessore ai Beni culturali della Sicilia, commenta la gestione della cultura da parte del governo dell’Isola guidato da Rosario Crocetta. A poche ore dalla bocciatura da parte del commissario dello stato Carmelo Aronica di 21 articoli della finanziaria regionale, tra cui la cosiddetta tabella H che prevedeva finanziamenti a pioggia solo per alcuni enti escludendo invece altri piu’ celebri, Zichichi dice all’AGI: “Alla tabella H non sono stati applicati quei principi che la giunta aveva approvato. Andava fatta una selezione altamente scientifica per incoraggiare chi aveva meriti e non dare una lira invece a chi faceva solo chiacchiere. Ma non e’ stato fatto niente di tutto questo”. Zichichi parla di “occasioni perdute dal governo siciliano”, come la mancata approvazione della sua proposta di “fare dell’Etna, dichiarato patrimonio dell’umanita’, il primo polo della nuova rete sismico-vulcanologica mondiale”. E sulla sua uscita dalla giunta sottolinea: “Non mi ha cacciato nessuno me ne sono andato io e lo ho fatto nel momento in cui ho capito che per passare dalle progettazioni ai fatti c’era una grossa difficolta’. A me non piacciono le chiacchiere, ma i progetti. Come ha detto Franco Battiato, io e lui eravamo due corpi estranei”. Il fisico rivendica poi la paternita’ del regolamento che blocca i prestiti e le trasferte dei patrimoni artistici siciliani, varato dall esecutivo regionale. “E’ una mia iniziativa e non del nuovo assessore (Mariarita Sgarlata, ndr)”, precisa Zichichi, che continua: “La prima cosa che ho fatto all’indomani della mia nomina e’ stata quella di riunire tutti i direttori dei musei e delle aree archeologiche della Sicilia per dettare la nuova linea, quella cioe’ di non prestare piu’ a nessuno i beni culturali siciliani, senza alcuna eccezione”. Zichichi preannuncia che raccogliera’ in un libro “i 12 progetti che ho fatto nei 3 mesi in cui sono stato assessore, cosi’ altri non potranno dire di averli fatti loro. Dimostrero’ -conclude- che non e’ vero che non ho fatto niente alla Regione come qualcuno ha detto”.