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Reggio: venerdì la presentazione del libro “Il sigillo di Carta” – Memorie di un soldato borbonico” di Giuseppe Spinelli

Foglio invito - G. SpinelliIl giorno 3 maggio alle ore 17,30, presso la libreria Cultura in Reggio Calabria sarà presentato il romanzo storico “Il sigillo di Carta” – Memorie di un soldato borbonico“, scritto da Giuseppe Spinelli. Presenterà il CIS Calabria e sarà relatore il prof Amato. Il sottoscritto sarà presente. Siete invitati.

Una breve presentazione.

L’Italia Unita, nata dalla distruzione del Regno delle Due Sicilie da parte del Regno di Sardegna è ancora oggi circondata dai pregiudizi creati dalla propaganda del tempo per giustificare tutti gli eccessi che seguirono una conquista e una annessione coloniale. Un velo di codardia, di incapacità, di indolenza, di slealtà, di opportunismo e di sfiducia opprime oggi il Sud. Certo i meridionali peccano di arroganza, di nepotismo e di disaffezione alle leggi.  Ma non sempre è stato così, i fatti lo testimoniano: eccezionale inventiva, fantasiosità, amicizia, orgoglio, tolleranza e molto altro fanno tuttora parte del bagaglio affidato alla popolazione meridionale.

L’intento dello scritto è di divulgare una storia uscita dai documenti e dai fatti in modo diverso da quella diffusa dalla storiografia ufficiale dalle verità  tenute sempre troppo nascoste. Non vi sono solo i canti dei giovani che si riconoscevano nel risorgimento, vi sono anche i canti dei giovani che in tale risorgimento non si riconoscevano.

Non vi sono solo i balli gattopardeschi ma anche gli orrori e i misfatti in doppiopetto dimenticati per oltre un secolo.

Vuole essere un invito agli uomini e alle donne meridionali di non vergognarsi di essere tali, di riconoscersi il valore e il coraggio mostrato, di recuperare la antica dignità e essere orgogliosi della propria identità e della propria storia che è diversa da quella che i vincitori, per giustificarsi, hanno voluto diffondere. E’un percorso per allontanare i luoghi comuni in cui la propaganda piemontese e post-unitaria ha gettato tutto il Meridione e per recuperare la fierezza che il popolo ha dimenticato.

E’ un invito rivolto anche a tutti gli abitanti di questa penisola chiamata Italia perché vogliano rivedere pregiudizi e ingiustificate acredini, recuperando rispetto e responsabilità.

La memoria di tanta popolazione del sud che lottò per la propria libertà e per difendere propri diritti va riscattata perché l’Unità spacciata come consenso e invece afferrata sulle baionette, le fucilazioni e le rappresaglie, rimane un misfatto mai sanato. La riconciliazione attraversa la coscienza di un passato di laboriosità, di onestà, di buon vivere e di pace che al Sud è stato sottratto. Noi vogliamo recuperare la nostra identità, la nostra storia e la nostra lotta; l’insorgenza ha un suo posto nella memoria storica: non possiamo far finta che nulla sia successo. Non si può ignorare che siano esistiti cultura, economia, ricchezza e sviluppo nel Regno delle Due Sicilie, come se ogni cosa fosse iniziata con l’imposto Regno d’Italia.

Le Istituzioni, l’economia, la cultura e il sociale degli Stati pre-unitari devono essere considerati e rispettati come parte della nostra storia comune. La polizia, l’esercito, i carabinieri, la marina, la forestale, i finanzieri, le università, i letterati, gli scienziati, i musicisti, gli artistici, le maestranze, la cultura popolare non nascono con l’Unità, sono antecedenti e vanno ricordate ognuna con le proprie peculiarità. Non vi è una cultura popolare italiana, vi sono varie culture e vari costumi appartenenti ognuno ad una ben definita Nazione. Se vi è una Nazione Veneta o Lombarda, ebbene, vi è una Nazione Napoletana e Siciliana.

E coloro che hanno mantenuto la parola data al Re Francesco II e hanno combattuto per migliorare la propria condizione in uno Stato Sovrano delle Due Sicilie indipendente, devono rimanere tra noi e deve potersene sentire la presenza agli angoli delle strade.