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Reggio, sit-in dei dipendenti Atam a Palazzo Campanella: sindacati preoccupati dai tagli al settore

20130521_105113_resizedI dipendenti dell’Atam, la societa’ di trasporto pubblico urbano di Reggio Calabria, stanno protestando questa mattina a palazzo Campanella, sede del consiglio regionale. Manifestano contro le incertezze degli ultimi mesi ed esprimono preoccupazione per la delibera della giunta regionale nella quale “e’ previsto -spiegano i sindacati- un taglio lineare del 50 per cento dei servizi sul trasporto pubblico locale”. Questa scelta e’ “irresponsabile ed incomprensibile -scrivono in una nota le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil- per le conseguenze che la stessa avra’ sulla tenuta occupazionale nel settore e anche per gli effetti sociali sulla popolazione calabrese”. I sindacati sottolineano che “il sistema dei trasporti e’ il settore che maggiormente sta pagando il prezzo piu’ alto a seguito della crisi economica e sociale del Paese” e insistono “alle scelte sbagliate da parte del governo nazionale non si possono aggiungere anche decisioni scellerate da parte del governo regionale che, con la delibera di giunta e senza nessun confronto con le parti sociali e in assenza di alcuna idea di razionalizzazione del sistema, mettera’ in ginocchio il trasporto nella nostra regione”. Cgil, Cisl e Uil sostengono che “sarebbe opportuno che, soprattutto in questa fase, la Regione Calabria pensasse al trasporto pubblico locale non come un centro di costo ma, soprattutto, come una reale opportunita’ di sviluppo e crescita nel nostro territorio regionale”. La preoccupazione per le conseguenze sul piano dell’occupazione e’ altissima. “Questi tagli -denunciano i sindacati- non potranno che produrre effetti drammatici sui livelli occupazionali del comparto. Circa mille unita’ lavorative rischierebbero infatti di venire espulse dal processo produttivo ed inoltre cio’ produrrebbe un’offerta sempre piu’ marginale e quindi ancora un ulteriore arretramento sul piano dei servizi e della mobilita’ dei cittadini calabresi, soprattutto di quelle fasce piu’ deboli del nostro territorio (pendolari e studenti), i quali saranno costretti, in questa fase di impoverimento generalizzato, a pagarne il costo piu’ alto”.