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Reggio, caso-Rao: è caos nel centro/destra, Oreste Romeo si dimette per il “fuoco amico”

300px-Reggio_calabria_palazzo_della_provinciaIl caso Rao sembra essere stata l’ultima goccia che ha fatto “traboccare il vaso” della maggioranza di Palazzo Foti. Anni di convivenza forzata tra “mondi” diversi portano ad una guerra all’interno della maggioranza senza esclusioni di colpi.

Tutto è nato dalla decisione del Presidente Giuseppe Raffa di restituire le deleghe all’assessore Gaetano Rao, che si era autosospeso dall’incarico nel marzo scorso a seguito dell’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Reggio Calabria nei confronti della sua azienda, la –Agrumi Gr-. Il procedimento è ancora in corso dinanzi al Tar di Reggio Calabria (che deciderà il 17 luglio prossimo ndr), ma a quanto pare questa sembra essere un’ attesa troppo lunga per il Presidente Raffa, che ha richiamato il proprio assessore sugli scranni di Piazza Italia.

Da qui “apriti cielo” (perdonate la frase, ma rende perfettamente l’idea di ciò che sta accadendo a Palazzo Foti).

Una decisione, quella di Raffa, ritenuta inaccettabile dal coordinatore della Lista Scopelliti, Oreste Romeo, il quale accusa il Presidente Raffa e l’assessore Raodi aver gestito la vicenda in termini di evidente ed imbarazzante inadeguatezza. Del tutto conseguenziale, quindi, che questa sensazione sia ulteriormente esasperata nell’apprendere la notizia della restituzione della delega all’assessore Rao sul presupposto, del tutto soggettivo, di una ritenuta impossibilità di attendere i tempi della giustizia”.

Non tarda ad arrivare il contrattacco di uno degli uomini più fedeli di Raffa, il coordinatore provinciale del Pdl, Roy Biasi, nonché espressione (particolare da non trascurare) dell’ex deputato Nino Foti.

Il fustigatore dalla doppia morale, badi agli amici suoi” è stata la replica a Romeo; e per la prima volta un esponente del Pdl ha il coraggio di criticare pubblicamente il Modello Reggioingiustamente idolatrato, illusorio, falso e assolutamente dannoso”.

Se, dunque, a scontrarsi a colpi di note stampa sono i luogotenenti, quello che appare è che la guerra all’interno della maggioranza di Palazzo Foti abbia origini “qualche piano più su”; da una parte i fedelissimi di Scopelliti, dall’altra la corrente, che fa capo a Nino Foti, ex deputato FI e poi PDL.

Oreste RomeoA ciò si aggiunga il “fuoco amico” sotto i cui colpi è caduto lo stesso Oreste Romeo, colui che con le sue esternazioni ha rotto gli equilibri di Palazzo Foti.

L’assessore Arruzzolo e tre consiglieri Saletta, Cannizzaro e Campisi, tutti espressione del movimento “Scopelliti Presidente” hanno invitato il loro coordinatore Romeo ad evitare polemiche e a canalizzare le energie verso un obiettivo comune. “Qualcuno dovrebbe operare di più e parlare di meno” si legge nella nota diffusa dai consiglieri provinciali; nota che “bacchetta” pure il coordinatore Pdl, Roy Biasi, al quale si ricorda che “se Biasi, oggi, si trova ad essere consulente della Provincia e coordinatore del Pdl, di certo non lo è per particolari meriti propri ma per scelte dovute di partito”.

La battaglia domenicale combattuta sul fronte della maggioranza provinciale si chiude con un caduto, Oreste Romeo, che si dimette dall’incarico di coordinatore della Lista Scopelliti Presidente e da un grave ferito, Roy Biasi, che di fatto è stato sbugiardato dai suoi stessi colleghi di maggioranza.

Per dovere di cronaca le dimissioni di Romeo sono state respinte dal Presidente del partito, Gaetano Paciotto; a quanto pare, c’è da aspettare per conoscere il vincitore della guerra di Palazzo Foti.