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Reggio Calabria, l’Associazione ‘Amici del Museo’ informa: Conferenza su ‘L’archeologia della Reggio Medievale’

DIGITAL CAMERASi è tenuta, presso la sede dell’ANMIG, gentilmente concessa dal Presidente avv. Giovanni Franconeri, la preannunciata conferenza organizzata dall’Associazione ‘Amici del Museo’ nel ciclo delle manifestazioni culturali dell’anno 2013.
Tema dell’incontro, un argomento pochissimo trattato: ‘L’archeologia della Reggio Medievale’; relatore il medievista reggino, dr. Riccardo Consoli.
L’età medievale in Reggio, infatti, non è stata mai molto attenzionata dagli studiosi che si sono avvicendati sul territorio, per quanto riguarda l’aspetto archeologico. Si preferiva evidenziare i reperti magnogreci e romani, ritenuti di maggiore importanza, e si è tralasciato, se si escludono, forse, le monete, le eventuali testimonianze del Medioevo. Eppure, come ha brillantemente illustrato il giovane relatore, i cosiddetti ‘secoli bui’, non sono stati, per Reggio, affatto bui. La città e il territorio circostante riuscirono rapidamente a recuperare, dopo la caduta dell’Impero d’Occidente e la breve parentesi di dominazione Gota. Reggio bizantina divenne sede del Tema di Calabria ed elevata a Chiesa Metropolitana. Ed anche quando salirono al potere i Normanni, la città fu particolarmente privilegiata. Per non parlare dei periodi successivi, fino agli Aragonesi. Di tutto questo, ha sottolineato Consoli, restano, purtroppo, soltanto pochissime tracce archeologiche e pochissimi reperti. Tra gli altri, i bolli plumbei dell’archivio bizantino, ritrovato nelle fondamenta del Palazzo Municipale, e i resti della chiesa d’età normanna riemersa nel cortile di San Giorgio al Corso.
Consoli ha mostrato, al folto ed attento uditorio, anche le testimonianze medievali provenienti da Lazzaro, Sant’Aniceto, Bova Marina, Calanna, evidenziando come tutto attorno alla città erano presenti agiate comunità; il che dimostra qual era la nostra condizione economica e sociale in quei secoli. A conclusione, il presidente prof. Vincenzo Panuccio ha ricordato l’impegno dell’Associazione per offrire, ai tanti giovani reggini che operano nel campo dell’archeologia, di farsi conoscere ed apprezzare, chiamandoli a dare saggio della loro preparazione professionale.