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Paese che vai, Primo Maggio che trovi, tra violenze e polemiche (foto)

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SRI LANKA-POLITICS-MAYDAYSe fino a ieri pensavate che la festa del Primo Maggio fosse una tradizione tutta italiana, bhè dovrete ricredervi. Dalla Cambogia alla Cina, da Manila all’India e ancora Iraq, Grecia, Turchia fino alle più europee Barcellona, Berlino e Londra è tutto un tripudio di bandiere rosse e pugni chiusi, che inneggiano a quell’utopia chiamata Lavoro, Work o Trabajo.

Ovunque cortei, gente che applaude, manifestanti portati via dalle forze dell’ordine e le richieste scritte con la vernice ai propri governanti; in Francia si inneggia contro il Presidente Hollande definito “Le President des Riches”, a Vienna invece il Primo Maggio diventa una manifestazione contro il regime iraniano.

Lebanese leftist activists wave Lebanese and communist flags as they march during a demonstration to mark Labour Day, or May Day, along a street in BeirutEd io che pensavo che il Primo Maggio imponesse solo il concertone a Piazza San Giovanni a Roma, Portella delle Ginestre e le scampagnate con amici e famiglia. Ma purtroppo sembra esserci di più.

Alla celebrazione di Portella delle Ginestre, tristemente famosa per la strage del 1947 che portò alla morte di undici persone, è presente la presidente della Camera, Boldrini, che ancora una volta facendo riferimento al triste episodio di Palazzo Chigi, afferma: “L’emergenza lavoro fa sì che la vittima diventi carnefice”. Il lavoro è, dunque, la vera emergenza del nostro Paese: gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo e il risultato è la violenza.

Filipino workers during a protest rally marking International Labor DayMa purtroppo una giornata di festa come quella di ieri è stata “macchiata” da episodi di violenza e di polemica in tre grandi città come Torino, Napoli e Roma.

Nel capoluogo piemontese gli attacchi degli autonomi sono tutti rivolti agli esponenti del Pd, che hanno subito lanci di uova di vernice nera; la dedica, invece, va all’attentatore Preite, che diventa il simbolo di “un’Italia che non ce la fa più”.

Mentre vediamo questi striscioni ovviamente il pensiero è rivolto al carabiniere Giangrande, che invece sta lottando tra la vita e la morte, ed è l’unica vera vittima di questi giorni.

Stesse scene a Napoli con tanto di “concertone” sospeso.  Questa volta i manifestanti inneggiano alla bonifica di Bagnoli; bilancio di 15 manifestanti denunciati per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

First of May eventEd infine Roma. Sotto una pioggia battente il Concertone si è svolto come al solito accompagnato da polemiche; quest’anno iniziate già alla vigilia con l’esclusione del rapper Fabri Fibra, perché secondo l’associazione D.i.re (donne in rete contro la violenza) i testi delle sue canzoni sarebbero misogini e violenti, e con l’affermazione della leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha tacciato lo storico concerto di Piazza San Giovanni come “segnato dal tempo”. Dall’altra come ogni anno si discute sui costi, che il Comune di Roma deve ogni anno sostenere per siffatto evento, e anche in questo caso la contrapposizione tra ideologie politiche tra il sindaco di Roma e i sindacati organizzatori sembra prevalere.

Un Primo Maggio, dunque, che non ha portato alcuna ventata di novità se non fosse per la scoperta che si festeggia anche negli altri Paesi.

Di una cosa, però ne siamo certi: “Il peggior mestiere è quello di non averne alcuno” (C. Cantù).