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Messina, speciale elezioni: intervista al candidato Sindaco del movimento ‘Reset!’ Alessandro Tinaglia

reset tinagliaSolo due settimane ci separano dalle elezioni per il nuovo Sindaco di Messina. Ancora una volta StrettoWeb incontra un altro dei sei candidati alla corsa per la poltrona più prestigiosa di Palazzo Zanca. Si tratta di Alessandro Tinaglia, 43 anni, architetto, candidato Sindaco del movimento “Reset!”.

  • Chi è Alessandro Tinaglia?

Alessandro Tinaglia è un professionista che ha fatto tante esperienze nel campo dell’architettura soprattutto con la pubblica amministrazione. Nel 2010 mi sono accorto che il sistema politico nel quale viviamo è malato, le competenze sembrano non servire a nulla. Difficilmente, in questo nostro sistema, vieni scelto se sai fare bene il tuo lavoro, le capacità professionali non vengono valorizzate ma al contrario spesso vengono mortificate.

Così, due anni fa ho iniziato quella che sembrava una follia, ovvero il progetto del movimento Reset!. Insieme ad un gruppo di amici, sempre più numeroso, abbiamo scelto di non accettare le regole del sistema attuale che riguarda la nostra città. All’atto della costituzione del movimento Reset! ci siamo dati delle regole ben precise e fino ad oggi le abbiamo mantenute. Abbiamo tentanto una mediazione con altri movimenti civici (Cambiamo Messina dal Basso con Renato Accorinti, ndr) ma non ci siamo riusciti per alcune divergenze. Con il senno di poi sono contento di correre da solo in questa campagna elettore. Tra me e gli altri cinque candidati Sindaco credo vi sia una differenza di approccio al problema, che è fatto di titoli, demagogie, “proposte da bar”, e mancanza totale di idee di sviluppo. Non si è ancora capito che l’unico modo per dare una chance a questa città è avere una visione unica dei problemi che la riguardano. Non ci si può occupare dei trasporti, dei servizi sociali, del lavoro o del turismo come se fossero cose tra loro scollegate. Il lavoro effettuato da Reset, il Me-Lab è invece un ragionamento a 360° che individua una locazione forte che decide di fare di questa città il più grande laboratorio al mondo di innovazione tecnologica e culturale, puntando soprattutto sulle risorse presenti sul territorio. Abbiamo già individuato 63kmq di terreni inutilizzati pronti alla riconversione per fare agricoltura. Il 1° giugno i nostri consulenti ci diranno quante persone possono essere impiegate in quelle aree, sappiamo dove vendere i prodotti e quante tonnellate possiamo produrre durante l’anno.

Valorizzare le competenze delle nostre risorse, sia esse intese come risorse umane, paesaggistiche, e architettoniche. Siamo tutti d’accordo sulla bellezza paesaggistica della nostra città, ma Messina non è una città turistica. Messina può essere una città turistica con capacità di attrarre solo se ha una connotazione turistica. Per quale motivo oggi un turista dovrebbe venire in questa città e rischiare di morire attraversano la via Vittorio Emanuele? Se non funziona nulla, quali sono le attrazioni per il turista? Bisogna dare un motivo che possa superare le inefficienze dei servizi; ad esempio noi abbiamo pensato di istituire all’interno del Parco dei Peloritani, il Parco Tecnologico Sperimentale, dove vi sono strumentazioni di ricerca. Mettere il vincolo ad un’area solo per renderla un Parco senza avere la capacità di presidiarla ed organizzarla in maniera da renderla appetibile non ha alcun senso.

  • In che modo riorganizzerebbe l’Atm?

Innanzitutto, per i primi due anni non faremo pagare i trasporti pubblici, perché utilizzando i proventi della società di traghetto pubblico che volgiamo creare (e che creeremo) copriremo i 12 milioni di euro del contratto di servizio di Atm, e i circa 3 milioni di euro che dovrebbero pervenire dall’indotto dei biglietti di Autobus e Tram. Abbiamo pensato a questa strategia per venire incontro alla difficile situazione economica della città, incentivando l’utilizzo del trasporto pubblico per poi poter successivamente creare delle aree pedonali, le quali possono coesistere solo in relazione alla puntualità e l’efficienza del servizio. Per questo, auspico di riportare in tempi brevi i mezzi disponibili fino a numero di 60, per poi integrarli fino ad un minimo necessario di 90 autobus e 9 tram. Inoltre, aumenterò “spaventosamente” il prezzo dei parcheggi per scoraggiare l’utilizzo del mezzo privato. Tutti questi interventi saranno fatti per permettere alla città di muoversi in modo alternativo, disincentivando l’utilizzo del mezzo privato ma garantendo un “servizio gratuito” (nei primi due anni) che possa poi essere efficiente ed apprezzato.

Sul nostro sito esiste già il Piano Industriale dell’Atm. Quando il Commissario Spicuzza presentò il suo piano industriale, abbiamo inviato una nota nella quale criticavamo quel documento dando però delle soluzioni alternative alle lacune, che a nostro parere, quel piano industriale presentava. Dunque, abbiamo fatto un Piano Industriale indicando su cosa si può investire, su cosa bisogna lavorare; ad esempio crediamo sia molto più rilevante il Piano di Innovabic, presentato nell’agosto del 2012, sul quale abbiamo apportato alcune modifiche. I 598 dipendenti dell’Atm per una città come Messina, di quasi 250 mila abitanti, non sono tanti come molti credono. Il problema sta senza dubbio nella ripartizione delle competenze, a mio avviso gestite in malo modo. Tra l’altro sento parlare il candidato Sindaco, Gianfranco Scoglio (Nuova Alleanza, ndr) di 700 dipendenti, non capisco dove trovi i restanti 102. Purtroppo, la maggior parte dei lavoratori Atm sono stati utilizzati come bacino di voti, e molti di loro si trova in azienda senza far nulla perché esiste qualcuno che gli amministra che glielo ha consentito. Il primo giorno che ci insedieremo per prima cosa spiegheremo che chi lavora verrà incentivato mentre gli altri andranno a casa, non è possibile che esista gente che muore di fame e gente che sputa sul lavoro. Il lavoro è un valore, chi non lavora va a casa! E’ chiaro che la politica partitica non prenderà mai una decisione del genere in quanto il sistema del consenso di questa politica è basato sul favore. Abbiamo intenzione di adoperarci in tal senso mettendoci la faccia, e dichiarando già da adesso che se il nostro lavoro dopo 2 anni e mezzo la nostra amministrazione non avrà dato sensibilmente segno di cambiamento ce ne andiamo a casa. Se non saremo capaci di smontare questo sistema la cosa più seria che possiamo fare è scusarci e andare a casa.

  • Come affronterebbe la questione rifiuti e la gestione di Messinambiente?

Non ci saranno più nè Messinambiente nè Ato, le due società verranno fuse. La legge regionale prevede che nascano le cosiddette Srr, ma ad oggi non c’è un regolamento, non sappiamo come verranno fuse, sappiamo solo che ci sarà un’unica società che metterà insieme i dipendenti e mezzi. Noi abbiamo ragionato sugli strumenti e le modalità; in 3 anni elimineremo i cassonetti dalla città, organizzeremo il porta a porta, inoltre abbiamo individuato due centrali di compostaggio che produrranno fertilizzante per le aree agricole già designate. In questo modo, crediamo che in 3 anni potremo raggiungere dei livelli elevatissimi di differenziata, ma prima del terzo anno i messinesi devono essere coscienti del fatto che la tariffa sui rifiuti non può essere ridimensionata in quanto non è tecnicamente possibile farlo. Sull’importo delle tariffe invitiamo chi sostiene il contrario di poterci dimostrare le modalità. Noi abbiamo fatto i nostri calcoli, e una visione differente che prevede una sensibile riduzione delle tasse ci sembra solo una trovata da spot elettorale.

  • Se venisse dichiarato il dissesto del Comune, quali sarebbero le contromisure?

Se venisse dichiarato il dissesto si tratterebbe solo dell’avvio del processo stesso. Noi abbiamo redatto un nostro piano di riequilibrio dove il contratto Amam è stato tagliato perché sappiamo che la legge non lo consente. Se il commissario Croce deciderà di dichiarare il dissesto economico perché non c’è la liquidità per pagare gli stipendi, questo dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale che potrà decidere se votarla o meno. Ciò vuol dire avere generalmente 30 giorni nei quali nessuno andrà a votare il dissesto prima dell’insediamento della nuova amministrazione. Dunque, se dovessimo essere noi alla guida del Comune, siamo in possesso di tutti gli strumenti per presentare un piano di riequilibrio differente e dimostrare com’è possibile, in modo serio, evitare il default e colmare il buco dell’amministrazione.

  • Zona Falcata, qual’è l’idea di Alessandro Tinaglia?

L’ idea non è di Alessandro Tinaglia ma di tutto il gruppo di Reset, siamo gli unici ad aver presentato tutti gli assessori, la nostra è una “squadra di sindaci”, io ne sono soltanto il rappresentante. Il nostro progetto prevede che la Zona Falcata diventi parte del laboratorio Messina, sia dal punto di vista tecnologico che da quello cantieristico; la bonifica ambientale potrà essere realizzata in almeno due anni perché in quella zona i livelli di inquinamento sono spaventosi ed è necessario, prima di effettuare qualunque operazione, bonificare il territorio valorizzando la cantieristica. Ricordiamo che lì è presente il talassografico che è un Cnr, i bacini di carenaggio che vanno recuperati e valorizzati, l’arsenale, che ormai ha quasi perso del tutto le sue attività, e deve essere al centro di un lavoro di specializzazione dei suoi cantieri anche con l’aiuto dei ricercatori del Cnr.

Come in molte altre città europee Messina dovrebbe recuperare il rapporto con il mare, soprattutto dal punto di vista culturale, basterebbe interrare la strada che dalla dogana prosegue fino all’Annunziata, risalendo nei punti in cui si trovano le fiumare, ottenendo cosi una zona totalmente pedonale in cui il tram non ha bisogno di barriere, ne trarrebbero beneficio tutti i palazzi e attività commerciali presenti.

  • Perché il messinesi dovrebbero votarla?

Semplicemente perché siamo gli unici ad avere un progetto serio sul quale abbiamo lavorato in questi ultimi anni. Gli altri candidati si sono presentati alla elezioni dicendo che hanno cambiato idea rispetto ai vecchi metodi di amministrazione, oppure che essendo nuovi vanno votati. Noi dobbiamo essere votati per un motivo fondamentale; sappiamo cosa fare per salvare Messina e siamo in possesso delle competenze per farlo. Infine siamo nuovi e non abbiamo mai fatto politica, ma per quanto ci riguarda questo è un fatto demagogico e secondario.

Le altre interviste di StrettoWeb ai candidati Sindaco:

  1. Messina, speciale elezioni: intervista al candidato Sindaco, Gianfranco Scoglio
  2. Messina, speciale elezioni: Renato Accorinti ai microfoni di StrettoWeb “L’abbraccio della gente dopo tanti anni di lotte”
  3. Messina, speciale elezioni: intervista al candidato Sindaco del centrodestra Vincenzo Garofalo