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Messina, operazione Gran Bazar: otto indagati per usura ed estorsione

In merito all’operazione Gran Bazar che il 19 dicembre scorso portò ad otto arresti con accuse a vario titolo di usura ed estorsione, aggravata dal metodo mafioso, oggi, il sostituto procuratore della Dda Vito Di Giorgio e della Procura ordinaria Anna Maria Arena hanno inviato otto avvisi di garanzia con contestuale avviso di chiusura delle indagini preliminari. Il provvedimento ha raggiunto, Giuseppe Mazzù 54 anni, ex agente della polizia penitenziaria oggi in pensione e Giuseppe Ilacqua 59 anni, magazziniere dell’Acr Messina, entrambi di Saponara. I messinesi Nicola Tavilla, 47 anni, già con precedenti e già arrestato nell’operazione Grano Maturo del 2005, Domenico Trentin, 33 anni, Salvatore La Camera, 37 anni e Tindaro Patti, 38 anni. Giuseppe Camarda 40 anni di Villafranca Tirrena, e il barcellonese Vito Carmelo Foti, 45 anni.

Le indagini, iniziarono nel 2009 a seguito della denuncia di un direttore di banca di Villafranca Tirrena (Banca Agricola Popolare di Ragusa) che fu minacciato pesantemente e subì anche dei danneggiamenti. Dalle indagini si scoprì che lo stesso direttore, nei mesi precedenti le intimidazioni, aveva messo fine a un vorticoso giro di assegni per quasi 500mila euro al mese messo in piedi da quattro imprenditori. Assegni da 10 e 15mila euro ciascuno che passavano di azienda in azienda. Dopo la sua denuncia, le immediati indagini avviate dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile e Sezione di P.G., hanno permesso di scoprire che gli stessi imprenditori non avendo più la possibilità di ottenere credito dalle banche si erano rivolti a degli strozzini.

Durante l’operazione sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti degli arrestati e anche di altri soggetti indagati. Si tratta, in prevalenza, di commercialisti, ristoratori e commercianti. Sequestrati assegni bancari e documentazione varia, sottoposti ad accertamenti.