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Elezioni: tutti i numeri del flop a 5 Stelle. Batosta clamorosa per Grillo che solo a Roma perde 330 mila voti!

Batosta davvero clamorosa per Grillo e per il Movimento 5 Stelle alle elezioni Amministrative in cui la stragrande maggioranza dei principali comuni italiani al voto si deciderà al ballottaggio, tra quindici giorni: il risultato più eclatante e significativo è proprio il crollo dei voti del Movimento 5 Stelle che rispetto a tre mesi fa dimezza i suoi consensi. Un record storico mai verificatosi prima nella storia d’Italia! Eppure i grillini si aspettavano un altro exploit, sognavano di vincere in diversi Comuni, volevano nuovi Sindaci ma dovranno accontentarsi della sola Parma, conquistata così, quasi per caso, al ballottaggio di un anno fa. Hanno perso ovunque, neanche un ballottaggio hanno portato a casa. Il Movimento è crollato da nord a sud, e non solo come percentuali, ma anche come voti assoluti. L’astensionismo, quindi, non può essere una scusa per mascherare una sconfitta clamorosa nei numeri, e ben evidente a tutti gli osservatori. Complessivamente s’è recato a votare il 62,4% degli elettori, in forte calo rispetto al 77,1% della precedente tornata elettorale. Ma il primo sconfitto dell’astensionismo è proprio Grillo, perchè chi ha deciso di rimanere a casa è schifato da tutti, M5S compreso, e Grillo predica in continuazione di “andare a votare“, di “mobilitarsi per il bene comune“, etichettando gli altri come “tutti uguali“. Per chi si astiene, evidentemente, anche i grillini sono uguali a piddi e piddielle, fanno schifo allo stesso identico modo, al punto da non recarsi alle urne.
Il dato dell’affluenza, dopotutto, è come sempre marginale: chi non vota, non risolve nulla ma – di fatto – delega agli altri elettori una scelta che altrimenti sarebbe anche sua. Il calo dell’affluenza evidenzia un calo della fiducia nei confronti della classe politica (tutta, M5S compreso!), ma non cambia il risultato finale, un Sindaco ci dovrà essere sempre e comunque, anche se a votare andasse solo uno degli elettori. E con il Sindaco ci saranno gli Assessori e i Consiglieri, che l’affluenza sia del 20, del 60 o del 90% poco importa. E’ la democrazia.
Grillo perde clamorosamente non solo per l’astensionismo, che è prima di tutto una sua sconfitta, ma perde anche sul campo, non solo nelle percentuali, ma anche nel numero di voti. A Roma, ad esempio, il Movimento5Stelle ha preso il 12,8%, pari a 130.635 preferenze. A prescindere dalla retorica sull’astensionismo, ciò significa che più di 330.000 persone che appena tre mesi fa avevano votato per il Movimento, stavolta o hanno votato per altri oppure sono rimasti a casa! Insomma, gli elettori grillini sono già delusi, a tempo di record si sono ricreduti, evidentemente le sparate di Crimi & company in questi primi mesi di attività parlamentare hanno fatto capire anche a chi si era illuso di poter cambiare qualcosa, che la chiave non è quella del populismo qualunquista strillata da Grillo nelle piazze.

Ecco una tabella con tutti i numeri del flop a 5 Stelle. Il Movimento, nelle percentuali di queste amministrative, è una sorta di Italia dei Valori dei bei tempi, ne più ne meno, in tutti i comuni ininfluente e marginale rispetto alle principali forze e ai principali partiti. Che sono e restano Pd e Pdl. Sinistra e Destra. Con i loro valori, i loro ideali, i loro punti di riferimento storici e culturali. Anche con i loro errori, le mele marce che li hanno infangati dall’interno, i ladri e i personaggi inqualificabili che ne hanno distrutto l’autorevolezza. Ma sono e restano loro. La politica che sicuramente sbaglia e commette degli errori, ma propone ricette, idee, soluzioni anziché criticare tutto e tutti in modo gratuito senza proporre mai nulla. Eh no, caro Grillo, così è troppo facile e la gente se n’è accorta…