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Corigliano Calabro, 16enne uccisa e bruciata dal fidanzatino: per l’arcivescovo “adesso serve perdono”

Fabiana LuzziL’omicidio della sedicenne di Corigliano Calabro e’, secondo l’arcivescovo di Rossano-Cariati, Santo Marcianò, un gesto ”orribile e violento che certamente esige una condanna precisa”. Il presule prega per i familiari della sedicenne e per il giovane omicida. ”Ora – afferma l’arcivescovo – voglio invitare tutti, augurandomi che si stronchino i toni accesi della rabbia e della vendetta e si trovino gesti di solidarieta’, amore, perdono per non far sentire sole le vittime di questa tragedia”.

Domani monsignor Santo Marciano’ incontrera’ la famiglia di Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa a Corigliano Calabro dal fidanzato, per portare loro parole di conforto e solidarieta’ per quanto e’ accaduto. ”E’ un gesto – afferma mons. Marciano’ – ancor piu’ efferato perche’ nato da una relazione tra due persone, tra due ragazzi che sembravano legati da sentimenti di affetto e, dunque, di fiducia. Lo stato d’animo di profondo sgomento, talora anche di rabbia e rancore, che invade le famiglie e l’intera comunita’ cittadina di Corigliano, sembrerebbe comprensibile e ineluttabile. E’ necessaria, tuttavia, una riflessione piu’ profonda che, senza pretendere di capire e, certamente, senza voler giustificare, porti tutti noi a chiederci su quale terreno possano germogliare eventi cosi’ assurdi. Nasce dunque spontanea la preghiera che, per il credente, diventa lo spazio a cui consegnare le angosce e le rabbie, il desiderio di vendetta e il dolore irrimediabile, perche’ tutto sia accolto e trasformato dalla misericordia infinita di Dio, unica risposta al male e al dolore dell’uomo. Preghiamo con tutte le forze per Fabiana Luzzi perche’ la sua innocenza e la sua esistenza spalancata sul futuro siano accolti dall’eternita’ dell’Amore di un Padre che non offre sorprese o tradimenti ma che abbraccia e restituisce bellezza ad ogni ferita violenta e ad ogni offesa della dignita’, restituisce vita alla stessa morte. Preghiamo per la sua famiglia, perche’ il dolore che oggi la ammutolisce sia lenito dall’amore di molti”. ”Preghiamo – aggiunge l’arcivescovo – per colui che ha commesso il terribile omicidio, perche’ prendendo consapevolezza della gravita’ di quanto ha compiuto non sia sopraffatto da irrimediabili sensi di colpa ma si incontri col Dio della verita’ e della misericordia, che a tutti offre una strada possibile di giustizia, perdono, conversione, cambiamento di vita. Con la stessa forza, vorrei invitare tutti a prendere sul serio l’urgenza ed emergenza educativa, abbandonando una volta per tutte quell’individualismo e quel totalitarismo dei sentimenti e della liberta’ individuale che generano solo violenza e sopruso. ”Dobbiamo – conclude – stringerci insieme per ritrovare, riaffermare e difendere con coraggio i valori della vita e della dignita’ di ogni persona umana, sui quali si costruisce il vivere civile”.