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Catania: sequestri 1,5 milioni riconducibili al clan Cintorino

Dia: logo Direzione investigativa antimafia centro operativo di CataniaIl Tribunale di Catania- Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le proposte avanzate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha disposto il sequestro dei beni riconducibili ai fratelli TANCONA Alfio e Salvatore, allo stato entrambi detenuti per delitti di mafia ed elementi di spicco del clan mafioso dei Cintorino, correlati al noto clan dei Cursoti, a sua volta gruppo gravitante nell’orbita del potente clan dei “Cappello/Bonaccorsi” di Catania.
Unitamente ai fratelli TANCONA, il Tribunale ha accolto anche le proposte avanzate dalla medesima Procura della Repubblica disponendo il sequestro dei beni intestati ai rispettivi figli entrambi con lo stesso nome Carmelo, uno Cl. “88 l’altro cl. “86 TANCONA Alfio e Salvatore erano stati già raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere nel maggio 2012 e, da ultimo, unitamente ai rispettivi figli, nel gennaio del 2013 per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso di traffico di sostanze stupefacenti; per delitti in materia di armi, nell’ambito dell’operazione “Nuova Ionia”.
In particolare, le indagini del Centro Operativo D.I.A. di Catania, hanno accertato, oltre ai delitti di associazione mafiosa, un consistente traffico di sostanze stupefacenti e la detenzione e porto di armi, attività criminali capeggiate dalle famiglie TANCONA e RUSSO Roberto.
Venivano peraltro svolti accertamenti volti a rilevare la capacità reddituale dei fratelli TANCONA e del suo nucleo familiare, i quali hanno permesso di identificare diversi cespiti patrimoniali che, benché formalmente intestati a prossimi congiunti dei TANCONA, erano riconducibili alla loro effettiva titolarità. Sono stati evidenziati forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento dei fratelli TANCONA nella citata organizzazione delinquenziale.
In particolare, oltre al sequestro di tre immobili, uno dei quali costruito senza autorizzazione sul terreno sito in Fiumefreddo di Sicilia intestato al padre Carmelo e di svariati conti correnti bancari e postali, il decreto ha avuto ad oggetto altresì:
· Nr. 3 imprese individuali aventi sede in Fiumefreddo di Sicilia (CT) e in Taormina (ME), esercenti le attività di vendita al dettaglio di generi alimentari, bar-tabacchi e ricevitoria lotto;
· Nr. 1 società con sede in Fiumefreddo di Sicilia, avente per oggetto sociale la gestione di esercizi pubblici in genere;
· Nr. 10 veicoli, tra cui un autocarro ed un furgone.
La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha pertanto eseguito i suddetti decreti su delega del Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, il quale ha ritenuto, su conforme richiesta della Procura, che sussistesse grave pericolo di dispersione dei beni indicati.
Il patrimonio sequestrato ammonta a circa 1.500.000,00 Euro.