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Berlusconi, martire o frate confessore?

berlusconi-guerra-620x350di Kirieleyson – La fiction di  ieri sera su Canale 5 “La guerra dei vent’anni”  da cui si sarebbe dovuto dedurre che Ruby in effetti era santa Maria Goretti e che  scopo  delle serate di Arcore fosse quello di recitare il rosario, evidentemente  non ha convinto il  Pm Ilda Boccassini che, stamattina, al processo in cui è coinvolto l’ex premier  Silvio  Berlusconi, è stata invece molto dura ed ha parlato senza mezzi termini di prostituzione minorile.

In termini pratici, la ricostruzione dei fatti da parte del PM ci sembra che collochi la scena  (a voler essere cauti) più che nel contesto delle “cene eleganti” proposta dalla difesa, in quella de “la confessione”, una  vecchia canzoncina goliardica  la cui prima strofa recita: con sta pioggia e con sto vento chi è che bussa al mio convento?

Il tutto arriva dopo le polemiche che hanno seguito il comizio di Brescia di Venerdì  scorso, durante il quale l’ex premier, elevandosi a martire,  si era paragonato a Enzo Tortora, il notissimo presentatore televisivo che, negli anni ’80, era stato vittima di  un clamoroso errore giudiziario, da cui ne era poi uscito pulito, ma che gli aveva minato così tanto la salute,  che morì da lì a poco.

Gaia Tortora (figlia del presentatore e giornalista de La7) aveva infatti replicato che un paragone con la vicenda del padre è assolutamente improponibile.

A titolo di cronaca c’è da aggiungere che Enzo Tortora, nel corso della sua vita, non aveva mai fatto nulla di penalmente  rilevante o quantomeno che potesse definirsi discutibile e che, pur ingiustamente accusato, non esitò a dimettersi da europarlamentare, rinunciando all’immunità di cui godeva ed affrontò il processo, piuttosto che usare mille espedienti per evitarlo e subì persino il carcere.